La Radiolona…..

Sarò breve. Dopo aver attirato la Vostra attenzione sulla ‘radiolina’ web del Bim Huis, è venuto il momento di dare a Mamma RAI quello che è di Mamma RAI… Sorvoliamo sulla discontinuità del flusso infomativo circa la sua programmazione jazzistica, e quindi sui ‘lags’ di cui ha sofferto la relativa ‘finestra radio’ del nostro blog (per i più distratti, ricordo ancora: si trova immediatamente sotto lo spazio dedicato alle testate preview degli articoli, sugli schermi dei dispositivi portatili potrebbe passare inosservata, salvo lo scrolling completo della finestra).
Oltre a ragioni patriottiche, ci spinge la constatazione che la programmazione jazzistica di RadioTre ha subito una notevole intensificazione (due giorni a settimana, generalmente martedì e venerdì, in seconda serata dopo le 22:30), ma soprattutto la constatazione di una vistosa impennata qualitativa e di interesse della programmazione. Abbiamo inserito le locandine relative a tutte le date di luglio e, come constaterete, si riferiscono pressocchè esclusivamente all’edizione 2018 del Festival ‘Ai Confini tra Sardegna e Jazz’ di S.Anna Arresi. Non ho alcuna esitazione a definire questa rassegna, ormai giunta alla 34° edizione, un’autentica ‘eccezione culturale’, senz’altro in Italia, ma direi anche in Europa. S.Anna Arresi ha una dichiarata e trasparente linea artistica ed ad ogni stagione sceglie un preciso tema tratto dalla storia della musica afroamericana come spunto d’ispirazione offerto ai musicisti ospiti: quest’anno è ‘The New Sound of Porgy and Bess’. Da anni, ma ancor di più ora, sulla Piazza del Nuraghe sfilano musicisti che molto difficilmente sentirete altrove in Italia, ed in parte anche in Europa. Non solo, ma nella settimana o poco più di durata del Festival vi sarà proposta una panoramica molto ampia delle tendenze più vive ed avanzate della scena jazzistica, con concentrazione e ragionata impaginazione rare persino negli States.
Fortunatamente Mamma RAI (ma sarebbe il caso di fare un nome ed un cognome ben precisi….) intrattiene un intenso feeling con gli organizzatori sardi, e quasi regolarmente riesce a registrare pressocchè totalmente la musica che va in scena sotto il Nuraghe, riproponendola nei mesi successivi a beneficio di una platea più ampia e lontana, che il Festival merita.

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Uno degli ultimi luoghi magici della musica in Italia: Piazza del Nuraghe a S.Anna Arresi (il Nuraghe c’è veramente, anche se in foto non si vede)
Intravedo già qualche faccina perplessa: “una rassegna dichiaratamente votata a musiche di ricerca…. sarà un ascolto pesante…”. Ebbene, no! S.Anna Arresi è un Festival che si svolge in una particolarissima atmosfera di prossimità e coinvolgimento sia tra i musicisti, che quasi sempre si amalgamano fra di loro in formazioni inedite, sia tra questi ed il pubblico che di fatto vive gomito a gomito con loro per le strade della piccola cittadina. Qualcosa di molto vicino alla ‘comunità allo stato nascente’, miraggio della sociologia alternativa degli anni ’60. Sul piano musicale ne derivano performances pressocchè invariabilmente di una qualità  ‘calda’ ed intensamente coinvolgenti, che consentono una fluida ricezione anche di musiche tutt’altro che convenzionali. A proposito di emozione, mi raccomando le due serate con Joe McPhee, un quasi desaparecido suo malgrado.
Vi aspettiamo nell’etere, o meglio ancora tra i fili della Grande Ragnatela. ‘Attrezzati’, naturalmente 😉
Milton56

S.Anna Arresi 2004: David S.Ware (RIP), Matthew Shipp, William Parker e Guillermo E. Brown….  nessun’altro?

 

 

 

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