Sonar and David Torn: Vive la Trance!

Quando David Torn, autorevole chitarrista statunitense di impronta sperimentale, non lavora ai suoi fantascientifici album solisti o è libero da impegni con Tim Berne e la sua band, frequenta questi quattro musicisti svizzeri – Stephan Thelen, Bernard Wagner , Christian Kuntner e Manuel Pasquinelli – specializzati nell’arte dell’ipnotismo. Arte sonora, ovviamente, come da ragione sociale della band, perfezionata attraverso diversi album a base di complesse strutture minimali , ritmi metronomici e geometrie chitarristiche ad incastro. L’incontro risale al 2018 ed all’album “Vortex”, quando Torn, convocato come produttore, catturato dalla musica dei Sonar, diventò il quinto membro effettivo del gruppo, contribuendo ad arricchire quella tela ricca di segni e di forme rigide con schizzi e macchie di colore astratte. Ritroviamo l’unione dopo una manciata di concerti rappresentati dal recente “Live at Moods”, con un progetto mirato nel quale la chitarra aliena di Torn diventa elemento stabile e previsto fin dalla fase di  composizione del materiale. “Tranceportation Vol 1 ” è la prima porzione delle sessions suonate “live”nello studio della band a Bellmund, in Svizzera, nella primavera di quest’anno, 80 minuti totali, dei quali la seconda metà verrà pubblicata a Maggio 2020. Invariata la formula distintiva di questa proposta, il gioco che, a seconda dei casi, può scoraggiare o appassionare, è quello di perdersi nei labirinti musicali allestiti dalle due chitarre tritono, supportati da un basso ripetitivo ed avvolgente e da una batteria che enfatizza atmosfere claustrofobiche e climax dell’opera, con la chitarra di Torn come “lanterna” e via di fuga verso spazi di respiro e libertà. Formula che può apparire monotonica solo ad un ascolto poco attento, svelando, in realtà, momenti di intensa emozione (i cambi di tempo ed il finale in crescendo di “Labyrinth”), sprazzi lirici (“Partitions”) ampie campiture ambientale di sapore floydiano (“Red sky”) ed un finale, “Tunnel drive”, tutto sviluppato intorno ad una incalzante forza propulsiva. Stephan Thelen, che lo scorso anno ha esplorato ulteriori confini chitarristici con il suo “Fractal guitar” descrive così la musica di Tranceportation. “I sette nuovi pezzi che compongono i due volumi di Tranceportation sono basati su schemi armonicamente molto semplici che consistono di poche note ripetute, in una forma o nell’altra, in tutto il lavoro, il che è chiaramente il modo in cui entra in gioco l’elemento ‘trance’. Tuttavia, usando tecniche come isoritmi, poliritmi e tempi dispari, questi schemi apparentemente semplici creano in realtà ritmi complessi e illusioni sonore contorte”.

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