Duetti perduti e ritrovati

In questo periodo dell’anno tutti i siti che si occupano di musica stanno pubblicando gli elenchi dei migliori album dell’anno, cosa che anche noi di Tracce di Jazz quanto prima sottoporremo alla lettura degli amici che ci seguono.

La mia attenzione è stata richiamata in particolare dallo storico sito di Stef Gijssels, Free Jazz Blog,oggi con l’aggiunta di ben 20 collaboratori, divenuto The Free Jazz Collective. Si tratta, come è facile dedurre, di un sito orientato verso la musica più sperimentale e corrosiva (con il rischio qualche volta di essere anche noiosa e ripetitiva, ma questo può accadere per tutti i diversi stili, dal bop allo swing ).

Bene, nei riepiloghi dei 21 redattori fa capolino in molti elenchi un doppio album uscito  in agosto negli States ma mai visto alle nostre latitudini. Eppure si tratta di musica suonata da due grandi maestri, non importa se le registrazioni (inedite, naturalmente) risalgono al 1992, poichè Bill Dixon e Cecil Taylor nel frattempo sono scomparsi, un documento di questa importanza avrebbe teoricamente dovuto avere vasta eco e risonanza adeguata.

Evidentemente i nostri media sono troppo impegnati a seguire le multi produzioni dei nostri idoli locali che si impegnano non solo musicalmente ma anche in più campi con eguale profitto commerciale e con grande numero di consensi. Va bè, ognuno ha gli eroi che desidera, a parziale giustificazione va detto che il doppio album, uscito solo in vinile e non in forma digitale, è prodotto da una piccola etichetta, la Triple Point Records,  rigorosamente limitato a 665 copie in tutto il mondo.  I  due LP sono scrupolosamente ricavati dal nastro originale, preservando sia l’elevata lucentezza che la immediatezza fisica della registrazione e sono stati stampati in vinile vergine e avvolti in una custodia apribile Old Style Tip-On  numerata a mano . Il pacchetto include anche un nuovo saggio contestualizzante dello storico Ben Young dal quale estrapolo un breve passo:

.Long before this 1992 date, he [Dixon] and Taylor within their own spheres had concluded that playing “in step” was old-fashioned, slow, and, uninteresting. The music had outgrown written parts and what Dixon would called “pulsative time.” It also outgrew the need for improvisors to repeat or echo one another. That is, if the goal is an art form whose success is synchrony and repetition, tools other than improvisation would get you there more efficiently. Duets models gloriously this improvising intelligence whose highest achievement is complementary, rather than locking into patterns that match.

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Bill Dixon e Cecil Taylor hanno iniziato a esibirsi insieme a New York nel 1951. Bill si è esibito come side man nel classico Blue Note LP Conquistador di Taylor  del 1966 (altamente raccomandato), e i due si sono ritrovati di nuovo nel 2002 per Taylor / Dixon / Oxley , una serie di registrazioni dal vivo, mentre questi Duets sono un oggetto straordinario e unico negli ampi cataloghi delle registrazioni di entrambi i musicisti.

I fan che hanno familiarità con gli stili distintivi di Dixon e Taylor si avvicineranno con curiosa incertezza: si tratta infatti di due mondi comunque diversi pur operando nello stesso segmento artistico. Con un pò di fantasia, facendo un ardito paragone, è più o meno come fondere gli stili di Joyce e Hemingway o di Pollock e Kline, di Nevelson e Brancusi. Bill Dixon e Cecil Taylor condividono un sentimento fondamentale di gusto e reazione come base per la loro interazione. La natura complementare dei Duets rende pienamente conto che il progetto si distingue non solo dai numerosi progetti di duetti di entrambi gli strumentisti, ma dall’ampio campo dei duetti improvvisati in questo settore della musica.

Nel 1992 fecero un breve tour dei festival estivi in Italia e Francia, riservando due giorni in studio per questa sessione di registrazione. La pubblicazione però è stata accantonata per più di un quarto di secolo e ora viene stampata come uscita postuma in omaggio a entrambi i giganti. L’iniziativa di editare questa musica è iniziata con il Bill Dixon Trust ed è stata approvata da Taylor negli ultimi anni. Ora, un pubblico più ampio potrà (forse) ascoltare la musica che entrambi hanno apprezzato, documentando lo straordinario rapporto tra le loro musicalità.

Ci sono ancora alcune cose da aggiungere: non troverete Duets nemmeno su Spotify e naturalmente neanche nei negozi di dischi. Solo l’onnipotente Amazon li ha in catalogo ma al ragguardevole costo di 190 euro comprese spese di spedizione, oppure, ma con l’incognita rappresentata delle Poste Italiane, direttamente dalla casa discografica a 109 dollari. Eccovi comunque il sito dal quale potete anche ascoltare alcuni estratti:

http://www.triplepointrecords.com/

 

 

 

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