Cartolina con Chet e Bill

Prendo al volo lo spunto offertomi da Milton per proporvi una, per me magnifica, cartolina musicale con gli alberi come soggetto ed un supergruppo musicale a commento.

I protagonisti non musicali sono Toni Demuro, illustratore sardo che anima il video con le sue opere, e Loretta Isgrò che sapientemente ha unito musica e immagini sul suo canale You Tube.

Cher Baker – Trumpet Herbie Mann – Flute Zoot Sims – Alto & Tenor Saxophone Pepper Adams – Baritone Saxophone Bill Evans – Piano Earl May – Bass Clifford Jarvis – Drums

Toni Demuro è nato nel piccolo borgo di Biancareddu nel 1979, e sembra che i paesaggi orizzontali ed essenziali della Nurra ne abbiano formato lo sguardo. La giornalista Fulvia Serra in vacanza a Stintino, all’epoca direttrice di Linus e tanto legata al mondo delle immagini da diventare essa stessa protagonista di una nota strip di Pericoli e Pirella, conobbe questo ragazzino che disegnava, si innamorò dei suoi lavori e gli consigliò di coltivare il suo talento. 

 

 

Come tanti illustratori pellegrinò per Milano con la cartella sotto il braccio. «Nessun contatto con le case editrici produsse una anche minima collaborazione, ma si sa, il mondo si divide in prima e dopo Google, le cose più importanti le ho fatte perché la rete ti permette di affacciarti e proporti al mondo – ricorda l’artista – . Non solo; ti fa capire se il tuo lavoro è valido. Perché il contatto col pubblico è immediato». Metodo e applicazione, la lezione del provinciale istituto d’arte diede i suoi frutti: «decisi allora di fare un disegno al giorno che meravigliasse prima di tutto me, un esercizio continuo di creatività». Naturalmente quello che riemerse in quelle giornate fu il bambino della Nurra che si arrampicava su gli alberi.

E la rete subito rispose. «È un’altra cosa bella del web; ti costringe a seguire una linea, che è quella che il tuo pubblico apprezza. E ho visto che le cose che piacevano a me piacevano anche a tante altre persone». E quello che Toni disegna è davvero poesia, non per usare il frusto luogo comune, ma proprio per descrivere l’essenzialità della poesia; l’immagine fulminante dell’haiku, la musicalità della metrica nelle tonalità del colore, un lavoro in cui si toglie anziché aggiungere. «Nel mio processo creativo è essenziale arrivare con la mente sgombra, è la prima fase di tutto consiste nel liberare la mente per cogliere la visione che arriva. Una scintilla che scocca con facilità in un luogo pieno di vita, non mi piace l’isolamento, devo lavorare con qualcosa che mi capita attorno ma che mi sfiora senza accorgersi di me e a cui sono estraneo. Devo cogliere un armonia e la bellezza, trovo insopportabile la volgarità e il brutto». Invisibile come Van Gogh che disse “oggi mi sono sentito come una pietra abbandonata al sole”. Per Toni la creatività è un processo fluido e lo si coglie bene nei suoi disegni, non c’è travaglio ma un’onda, una ramificazione che cresce senza sforzo apparente.

 

Se fosse un musicista sarebbe Mozart, perché tutto sembra semplice. «Voglio trasmettere un messaggio positivo attraverso simboli universali, uno stimolo che crei una storia che nasce dal disegno ma il cui autore della trama è chi guarda, non ci sono messaggi misteriosi. Mi piace usare cose che tutti capiscono, gli alberi hanno lo stesso significato per tutte le culture del mondo, la luna per me un elemento ricorrente; è il tempo che scorre, così come le scale che sono la crescita il raggiungere la meta – confessa l’artista – .

Fonte: La Nuova Sardegna

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