Parsons Dance

”Credo che il jazz e la danza contemporanea abbiano molto in comune a partire dalla stessa ricerca della libertà che viene raggiunta attraverso il lavoro di gruppo. In questo senso potrei dire che il coreografo è un po’ come il solista che pone le basi per un’improvvisazione. Anche nella nostra danza, come nel jazz, gli interpreti fanno qualcosa di molto simile ad una jam session”. (David Parson)

Parsons Dance, nata nel 1985 dal genio creativo dell’eclettico coreografo David Parsons e del light designer Howell Binkley, è tra le poche compagnie che, oltre ad essersi affermate sulla scena internazionale con successo sempre rinnovato, sono riuscite a lasciare un segno nell’immaginario teatrale collettivo e a creare coreografie divenute veri e propri “cult” della danza mondiale.

Negli anni 90′, quando Umbria Jazz ancora era un festival innovativo, era riuscito ad avere in cartellone questa magnifica compagnia di danzatori. Il connubio era riuscitissimo, le nottate al Teatro Morlacchi erano dispensatrici di bellezza e di magia. Molte delle coreografie di Parson sono basate su brani di compositori afro-americani, da Duke Ellington a Coltrane, e, dopo l’esperienza umbra David realizzò un nuovo lavoro ispirato a Kind of Blue di Miles Davis, che presentò l’anno successivo.

Ho avuto modo di rivedere a distanza di anni la compagnia : è passato molto tempo, David oramai è diventato coreografo a tempo pieno, sempre più raramente si esibisce come ballerino. Ma la magia dello spettacolo è rimasta immutata, ed i pezzi più famosi conservano lo stesso fascino di sempre. “Nascimento”, sulle esaltanti musiche di Milton Nascimento, e “Caught”, il celebrato assolo di David sulle note della chitarra di Robert Fripp.

La scena nuda, le luci spente , il ballerino ed uno stroboscopio a luce bianca. La magia del volo, il perfetto sincronismo per cui la luce si accende a micro-intervalli cogliendo sempre il danzatore in “volo”, fino al momento finale, perfetto, in cui la luce cattura “l’atterraggio”.

7 Comments

  1. Grazie, Rob, lo avevo già trovato ma delle due l’una: o non riesco a navigare correttamente nel sito, o trovo un paio di file mp3 e alcuni pdf con gli spartiti. Forse mi puoi indicare qualcuno che ha recensito proprio quel brano? 🙂

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