La casa del jazz internazionale ?

Alcuni hanno avuto il coraggio di dirmi che ascoltano il bop perché li rilassa. La ritengo un’offesa personale. Il jazz non è un gattino o un pesce rosso: è una bestia feroce

Pierpaolo Vettori, Lanterna per illusionisti (p.166).


Sarebbe bello che il jazz fosse SEMPRE, anche oggi, una bestia feroce. Purtroppo questa idea romantica mi sembra appartenere al passato e spesso il jazz contemporaneo miagola innocuo.  

Franco Bergoglio

 

Tutto fa brodo ? Tutto fa jazz ? Domanda : per quale motivo c’è chi continua a chiamare “festival jazz” manifestazioni nelle quali vengono invitati ad esibirsi musicisti e cantanti che col jazz non hanno nulla da spartire ? Per rispetto verso il jazz, verso chi ne ha fatto la storia, verso chi lo suona e/o lo ascolta, verso chi si ostina ad organizzare rassegne jazz (vere), liberate la creatività e inventatevi un altro titolo.

Livio Testa, per trent’anni direttore artistico di Clusone Jazz

Il direttore artistico Vincenzo Staiano annuncia alcuni dei nomi che arricchiranno il programma della quarantesima edizione del Roccella Jazz Festival. Sarà una delle edizioni più belle di sempre e Roccella sarà per dieci giorni la casa del jazz mondiale. Tanti gli ospiti internazionali, grandi artisti della musica jazz, attesi alla 40° edizione del festival.

Per gli appassionati di jazz saranno molti i nomi degli artisti presenti: Renzo Arbore e la sua Orchestra, Tony Esposito, Francesco Cafiso, Mariella Nava, Brunori Sas e molti altri.

Fonte: https://www.telemia.it/2020/07/roccella-jazz-festival-al-via-la-40esima-edizione-con-renzo-arbore-e-brunori-sas/?fbclid=IwAR1HsFI0FYPI_ACz7E_Ju7b54V6_ooMZoZH2ESg–OG8eMsNEXCOOJxixGw

Di per sè il commento di Testa è già esaustivo, ma è con raccapriccio che un normale appassionato di jazz legge amenità e corbellerie simili. Povero Cafiso, confuso in un mazzo di “grandi artisti della musica jazz” da far rabbrividire e/o sbellicare dalle risa. Roccella ha si una lunga storia, peraltro non esente da pecche, basti ricordare la vicenda dei molti musicisti mai pagati, ma se il futuro del festival è questo forse sarebbe meglio lasciar perdere. A meno che, per bilanciare l’elenco dei formidabili jazzisti di cui sopra, nelle prossime settimane ci vengano forniti ulteriori nomi di adeguato e vero livello jazzistico. Giusto per capire che non siamo a Scherzi a Parte.

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