Quel rissoso e irascibile mondo del jazz italiano

Da appassionato che segue le vicende del jazz italiano e dei suoi protagonisti da ormai mezzo secolo ho imparato ben presto che gelosie, invidie e sgambetti di varia natura sono di casa tra musicisti e addetti ai lavori.

Non sono mai riuscito a capacitarmi del perchè, visto che nel nostro paese la musica jazz ed i suoi musicisti non godono ne dei benefici ne della considerazione che invece sono tangibili in altri paesi europei. Invece che fare fronte comune si assiste ad una serie continua di beghe, spessissimo a mezzo social, nelle quali riuscire a districarsi, non dico capire chi ha ragione, è oltremodo arduo.

I motivi sono molti, dalle invidie personali alla gestione dei fondi pubblici, e spesso le polemiche finiscono a male parole se non a carte bollate. Tutto questo non fa certo del bene al piccolo e in fondo marginale mondo del jazz nostrano. Basterebbe guardare a come i media trattano i musicisti ed i festival: se se ne parla è solo per esaltare i rocker che ormai hanno preso possesso dei festival, si tratta a questo punto di un fatto irreversibile, o per intervistare i soliti tre o quattro jazzisti di “punta”, anche se magari di “punta” lo erano trent’anni fa.

Non fatevi ingannare dal fatto che in estate nella penisola è un fiorire di rassegne e festival. Se poi andate a vedere i programmi ne rimarreste delusi: tra improbabili omaggi a cantanti e stelle del rock, la maggior parte dei cartelloni sembrano la copia del Festival di Sanremo.

Insomma, il jazz in Italia è una musica marginale, spesso maltrattata da media incompetenti e da direttori artistici inadeguati, i musicisti stentano a trovare spazi e lavoro adeguati alla loro professionalità, e gli addetti ai lavori si contendono le spoglie di quel che resta dei finanziamenti pubblici.

Sono considerazioni amare, sopratutto perchè vengono da chi come noi è completamente fuori dai giochi, degli outsider che vivono nella lontana periferia dell’impero e che vorrebbero parlare solo di musica e che invece troppo spesso si trovano a districarsi tra polemiche roventi su Facebook .

Non entro nel merito di quanto sto per segnalarvi: non ne ho gli elementi ne la diretta conoscenza dei fatti per esprimere giudizi.  Mi limito ad esternare il mio dispiacere per l’ennesima vicenda che getta ombre là dove dovrebbe esserci solo cooperazione, solidarietà e condivisione.

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