Un eroe anomalo: Paul Desmond

“I think I had it in the back of my mind that I wanted to sound like a dry martini.”

Paul Desmond

Paul Desmond, che aveva una laurea in letteratura inglese (“Non divenni uno scrittore perché riesco a scrivere solo sulla spiaggia, e mi si riempie la macchina da scrivere di sabbia”), era anche noto per il suo humor, dimostrato nelle note che accompagnavano i suoi album e in numerose testimonianze.

Benché per molto tempo si sia parlato di una autobiografia, questa non si materlializzò mai anche perché Desmond, poco più che cinquantenne, si ammalò di tumore polmonare. Quando seppe della diagnosi reagì con la sua proverbiale lievità, rallegrandosi di avere un fegato in ottime condizioni: “Come nuovo, uno dei migliori fegati esistenti. È a bagno nel Dewar (una marca di whisky) e scoppia di salute”.

Per cogliere meglio l’ importanza di Paul Desmond ascoltiamo una sua improvvisazione sul celebre standard “All the things you are” colta dal vivo nel 1953 nel corso di un concerto con il Dave Brubeck quartet. Notiamo che la strada scelta dal Nostro di portare a spasso per l’assolo patterns ritmico melodici che scavalcano agilmente le armonie del brano, se da un lato richiama canoni classici dall’altro si pone effettivamente come “alternativa” al solismo dilagante in quel periodo, frutto del genio di Charlie Parker. Paul Desmond perseguirà fino alla morte questa strada con coerenza disarmante, incurante ad esempio dell’ avvento di un Coltrane (Art Pepper altro grande altista ad esempio ne sarà influenzato), del free, e di tutto quello che verrà dopo. Probabilmente certe leziosità del Dave Brubeck quartet hanno finito  per nuocere alla percezione della statura artistica di questo grande sassofonista. (Fonte : Panajazz)

“I was unfashionable before anyone knew who I was.” – Paul Desmond

Se si eccettuano alcune incisioni come leader, le più importanti delle quali lo vedono al fianco di Jim Hall e di Gerry Mulligan, la carriera di Desmond è legata a doppio filo con quella di Brubeck e al famosissimo brano Take Five scritto da Desmond, che poi regalerà i diritti alla Croce Rossa Internazionale .

Dopo il dicembre 1967, quando il quartetto si scioglie lui non abbandona l’amico Dave e di tanto in tanto lo si può rivedere al suo fianco. Per esempio è con lui nel 1969, al festival di New Orleans, nel 1972 al festival di Newport nel gruppo costituito dal Brubeck con i figli oltre che in una lunga tournée in Giappone, Australia ed Europa. Nel corso degli anni Settanta riduce progressivamente l’attività, un po’ per la sua nota pigrizia, un po’ per l’abuso di alcool, ma soprattutto per le primi problemi che gli crea un cancro ai polmoni. Sarà proprio il cancro al polmone a portarlo alla morte in quel 30 maggio 1977, pochi mesi dopo l’ennesimo concerto con Brubeck. Le qualità di Paul Desmond come solista di sax contralto sono spesso state sottovalutate e in genere il suo nome ha finito per vivere di luce riflessa del suo partner abituale Dave Brubeck. È stato così per moltissimo tempo e lo stesso Desmond giocava autoironicamente con questa situazione. In una conferenza stampa, di fronte all’ennesima domanda banale sull’argomento disse: «Io sono il sassofonista del quartetto di Dave Brubeck. Lo sono da anni. Sono entrato a farne parte nel periodo immediatamente successivo alla guerra di Crimea. Durante i concerti potete riconoscermi dal fatto che quando non suono, e mi succede molto spesso, per ragioni d’età mi appoggio al pianoforte». La frase doveva entrare a far parte di un’autobiografia che Desmond aveva cominciato a scrivere, ma che , un po’ per la pigrizia e un po’ per i suoi guai di salute, non riuscì a superare il primo capitolo che venne poi pubblicato dalla rivista “Punch”. Lui stesso aveva scelto il titolo: “How many of you afe in the quartet?” (quanti di voi fanno parte del quartetto?) riprendendo la domanda che veniva rivolta al gruppo dai servizi di sicurezza degli aeroporti. (Gianni Lucini)

“Sometimes I get the feeling that there are orgies going on all over New York City, and somebody says, `Let’s call Desmond,’ and somebody else says, ‘Why bother? He’s probably home reading the Encyclopedia Britannica.’” Paul Desmond

Photo : Paul Desmond, Los Angeles 1954 by Bob Willoughby

Downbeat du 9 septembre 1965 – Paul Desmond

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