Joan Mar Sauqué: promesse dalla Catalonia

Quando un giovane trombettista viene paragonato a nomi come quelli di Chet Baker o Art Farmer, le orecchie dell’appassionato si drizzano e scatta immediata la curiosità di ascoltare. Se poi, come fa il giornalista Marc Myers nel suo bellissimo blog Jazz wax, l’autore della “scoperta” è sicuro di ricevere un sentito ringraziamento da parte di coloro che fino ad oggi hanno vissuto ignari, le dita partono sulla tastiera del pc alla ricerca di una conferma.

Ed eccola qui. Joan Mar Sauque, classe 1996 nativo di un piccolo paese del Nord della Catalonia, ha appena pubblicato il primo album come leader di un trio, Gone With the Wind (The Changes), con Josep Traver alla chitarra e Giuseppe Campisi al basso, con una bella scelta di repertorio che spazia da “Bitty Ditty,” di Thad Jones a “My Dream” di Tadd Dameron e Harlan Leonard da “Ray’s Idea” di Ray Brown e Dizzy Gillespie’s agli standards “I Only Have Eyes For You”,I Cover The Waterfront“, “Gone With The Wind “e “Stompin’ at the Savoy” fino a due brani di Gigi Gryce “Shabozz” e “Strictly Romantic“.

Non male per un venticinquenne rapito dal jazz da un disco di Dizzy Gillespie trovato in casa, ed un trombone custodito dal nonno, scoperto a sette anni e presto abbandonato a favore della tromba per motivi di …taglia. La cronaca riportata da Myers nell’intervista racconta di un Joan sedicenne che si trasferisce nella grande Barcellona dove studia con David Pastor, Matthew Simon e Mireia Farré, e soprattutto trova un grande maestro ed ispiratore nel direttore della Sant Andreu Jazz Band Joan Chomorro, propugnatore di un metodo didattico che alterna lezioni in aula a concerti con jazzisti affermati, e quindi ecco la possibilità di suonare con Dick Oatts, Scott Robinson, Scott Hamilton, John Allred, Perico Sambeat, Joel Frahm e Joe Magnarelli

Chomorro fa ancora di più: nel 2016 per la label Jazz to Jazz organizza una registrazione tutta dedicata alla presentazione di Joan Mar, (“Joan Chomorro presenta Joan Mar Sauqué“) insieme ad altri nomi emergenti del jazz spagnolo come Andrea Motis, Rita Payes e Magali Datzira, ed in un brano tutta la Sant Andreu, con una serie di standards (“Con Alma”, “Lotus Blossom”, “Polka Dots and Moonbeambs“), che evidenziano già le doti del nostro, la pronuncia precisa, il timbro incline a venature romantiche, la riconoscibile appartenenza ad una nobile tradizione di trombettisti.

Il trio protagonista del nuovo disco lo si può ascoltare in un concerto dato al Festival di Barcellona lo scorso anno e riportato qui per intero. Ognuno potrà farsi un’idea del talento di Sauqué, ed eventualmente ringraziare Myers per la segnalazione.

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