Ronnie Cuber / Gary Smulyan “Tough Baritones”

RONNIE CUBER / GARY SMULYAN “Tough Baritones” (SteepleChase) – Supporti disponibili: CD

La benemerita SteepleChase Records, di stanza a Copenaghen, ha già contribuito alle lunghe e gloriose discografie dei due sassofoni baritoni che qui incrociano gli strumenti per un viaggio lungo una decina di brani, con Cuber a volteggiare sul canale stereo sinistro e Smulyan sul destro, quindi con Gary Versace al pianoforte (niente Hammond, per questa volta!), Jay Anderson al contrabbasso e Jason Tiemann alla batteria.

L’idea, apertamente citata nel titolo è un po’ quella di “Tough Tenors” (1960), punto d’incontro tra due stilisti come Jonnhy Griffin e Eddie Lockjaw Davis, ovvero amici e colleghi di lungo corso impegnati in una session old style, immediata e calda, sassofoni “pesanti”, “duri”, “tosti”, insomma uno di quei dischi che poi scaldano il cuore come un camino acceso in pieno inverno.

Pochi fronzoli e tanta sostanza, nella migliore tradizione della label danese fondata nel 1972 da Nils Winther, all’epoca studente e gran frequentatore del “Jazzhus Montmartre”, mitico club da cui arrivarono le prime registrazioni live di numerosi jazzmen americani in transito su quei lidi. Ora la SteepleChase pare addirittura aver rinunciato ad un sito ufficiale sulla rete ma per rendersi conto della profondità e della grandezza di un catalogo che si è arricchito ed allargato anno dopo anno si può ricorrere a Discogs dove si certifica tra l’altro che anche in un’annata disastrosa come il 2020 sono stati licenziati una ventina di titoli sempre incisi con grande perizia tecnica e distribuiti capillarmente da IRD sul nostro territorio; recentemente ha poi riproposto una serie di dischi clamorosi in formato LP 180gr., si lascia facilmente trovare su Spotify e conserva una buona fetta di appassionati fedeli in tutta Europa.

E’ il il blues, in varie declinazioni, a dominare la scelta del repertorio di questo “Tough Baritones”, dal “terrific tune” “Blowin’ The Blues Away” di Horace Silver posto in apertura all’original “Damn Right Blues”, a “That’s The Groovy Thing” brano antidiluviano portato alla fama da Leo Parker, sassofono baritono storico di fronte al quale i due leader pagano pegno, profondendosi in un inchino virtuale, scatenato e danzante.

Il sacro fuoco e le sonorità taglienti di Ronnie Cuber (classe 1941) si fanno beffa della carta d’identità, mentre Gary Smulyan, che è più giovane di una generazione, non perde l’occasione per rispondere colpo su colpo, sciorinando classe, con sonorità più asprigne ed in una vena tipicamente à la Pepper Adams. L’ultima volta che i due newyorkesi si erano incontrati si era voluto forse esagerare, inserendo addirittura un terzo baritono, Nick Brignola, con cui andarono poi in tour sotto il divertente nome di “Three Baritone Saxophone Band”, ma in questo caso il dialogo a due appare meno forzato, più spontaneo, grazie anche all’apporto cristallino di un fuoriclasse come Gary Versace, nome che fa sempre capolino in dischi d’alto livello, quale si conferma essere senz’altro questo godibilissimo “Tough Baritones” che vanta una spettacolare incursione in territori monkiani (vedasi link sottostante). Disco che merita di essere valutato per un acquisto in formato solido, trattasi di classici beni rifugio, titoli che un buon investitore jazzistico dovrebbe avere nel proprio portafogli in percentuali piuttosto importanti….

(Courtesy of AudioReview)

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