Di Festival e di covid

La 42esima edizione di Bergamo Jazz si svolgerà dal 16 al 19 settembre: «Spostare il festival jazz dal suo periodo naturale a settembre è stata una decisione sofferta ma inevitabile, dettata dall’incertezza del periodo che ha costretto molti musicisti internazionali a rinviare le proprie tournée in Europa», dichiara Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, «Abbiamo comunque deciso di mantenere l’impegno con il nostro affezionato pubblico e rinviare di qualche mese il Festival, che si svolgerà secondo il format consueto, con concerti al Teatro Donizetti, al Teatro Sociale e in altre prestigiose location della città. Nell’attesa sono previsti due importanti appuntamenti di Bergamo Jazz nell’ambito degli eventi di riapertura del Donizetti».

Il programma di Bergamo Jazz 2021 verrà quindi annunciato in concomitanza con i due concerti previsti nel quadro di “D’Incanto”, ciclo di eventi inaugurali del Teatro Donizetti. Come già reso noto nei giorni scorsi, venerdì 11 giugno è in programma, in prima assoluta, un supergruppo formato dal bassista Michael League, dal pianista Bill Laurance, entrambi componenti dei celebri Snarky Puppy, dal chitarrista Lionel Loueke (assiduo partner di Herbie Hancock) e dal batterista Jeff Ballard (già collaboratore di Chick Corea e oggi membro del trio di Brad Mehldau). Venerdì 25 sarà poi la volta del pianista Danilo Rea, impegnato dapprima in solitudine e poi in un inedito incontro con Gianluigi Trovesi.

Intanto prosegue sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Bergamo Jazz il ciclo in videostreaming “Bergamo Jazz Memories: cinque storie per raccontare il festival”: martedì 18 maggio (ore 18) saranno ospiti il fotografo Roberto Masotti e i musicisti Don Moye, storico componente dell’Art Ensemble of Chicago, e Dudu Kouate. A seguire, martedì 25, si parlerà con Enrico Rava, Gaetano Liguori e il giornalista dell’Eco di Bergamo Ugo Bacci degli anni in cui il festival si svolse al Palazzetto dello Sport, mentre l’1 giugno il sassofonista Tino Tracanna analizzerà gli stili di due illustri colleghi quali Archie Shepp e Gato Barbieri. Martedì 8 giugno, ultima puntata con Maria Pia De Vito, Massimo Boffelli, Direttore generale della Fondazione Teatro Donizetti, Luca Conti, Direttore del mensile Musica Jazz e con i giovani talenti Francesca Remigi e Federico Calcagno.

Grossi prblemi anche per il Moers Jazz Festival, che quest’anno festeggia il 50° anniversario. A programma annunciato, ormai da diverse settimane, e biglietti venduti, è giunta una ordinanza che blocca ogni possibilità di concerti con il pubblico nel ponte di Pentecoste, e cioè proprio nei giorni in cui si svolge il festival (21/24 maggio).

Ma gli organizzatori non si sono persi d’animo, pronti a rimborsare i biglietti acquistati, fanno però un appello alla donazione, in cambio i migliori concerti saranno trasmessi su Arte tv e vedibili in chiaro gratuitamente a tutti. Il programma, considerata la situazione eccezionale e la semi impossibilità dei musicisti americani a viaggiare, è comunque di buon livello. Giusto per dare una idea: David Murray trio, Sylvie Courvoisier trio, Scofield solo, Leandre/Melford/Newton, Jamaladeen Tacuma, Paal Nilssen Love Large Unit, Picatrix & Han Bennink, Decoy with Joe McPhee, Fememine by Julius Eastman, Joelle Leandre/Gerald Cleaver.

Il nostro in bocca la lupo ad entrambi i festival

1 Comment

  1. In bocca al lupo? Ne hanno veramente bisogno….Coraggiosa la scelta di Moers, ma loro hanno Arte Tv…. grande risorsa, noi abbiamo RAI….cOmunque il pezzo centra il problema cruciale con cui hanno a che fare gli organizzatori: l’estrema difficoltà ed incertezza della possibilità di trasferte internazionali dei musicisti. E purtroppo il problema non riguarda solo gli americani (ed ora mettiamoci anche gli inglesi a causa dei disastri Brexit), ma anche gli europei che incespicano nella selva caotica di restrizioni nazionali che imperversano (e continueranno a farlo…) anche all’interno dell’Unione (??) Europea. Per quanto riguarda noi spettatori, è bene prepararci sin d’ora a cartelloni piuttosto ripetitivi…… anche perchè chi più, chi meno, i festival punteranno a rilevanti dati di partecipazione, menttendo tra parentesi la qualità delle scelte. Milton56

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