CARTOLINE – I PROGETTI DELL’AREA SISMICA: SISMATIK

Ravaldino in Monte, via le Selve 23. Area Sismica! Movimenti tellurici sonori, nella casa rossa circolo Arci sede dell’associazione forlivese che dal 1991 ci scuote la mente, e ai più attenti anche il corpo, con proposte inedite, ricercate, ardite, lungimiranti e che vanno decisamente oltre. E se generalmente queste proposte non superano però i confini disciplinari, rimanendo ben salde nell’alveo della musica (contemporanea, elettroacustica, improvvisazione radicale, jazz), domenica 16 gennaio il direttore artistico di Area Sismica Ariele Monti e i suoi sodali ci hanno regalato un’eccezione, con un progetto – una residenza artistica di alcuni giorni culminata in un concerto finale – che ha visto collaborare tre improvvisatori e un narratore, mettendo così in dialogo musica e letteratura.

Silvia Bolognesi – luminoso punto di riferimento del jazz italiano di ricerca – al contrabbasso, Tobia Bondesan ai sax contralto e soprano, Giuseppe Sardina batteria e percussioni (colonne portanti, assieme a Michele Bondesan, del collettivo BlueRing-Improvisers e della Bluering Orchestra, attivissime realtà nella scena del centro-nord Italia tra concerti, laboratori e produzioni discografiche), e l’attore Roberto Magnani (Teatro delle Albe, Premio Speciale UBU 2012, la “non-scuola” e le collaborazioni con Rai Radio 3, a segnarne il percorso artistico) come voce: questa la formazione originale Sismatik, supportata dall’Emilia-Romagna Music Commission, in un’interpretazione del racconto “Autobahn” di Pier Vittorio Tondelli, tratto dalla raccolta d’esordio “Altri libertini” del 1980.

Una raccolta che, a suo tempo, fece parlare molto di sé, con grande successo di pubblico e una denuncia per oscenità; ma se l’oscenità, a trent’anni di distanza, non risulta forse più tale, forte rimane l’impatto per l’ascoltatore della scrittura immediata ed emotiva di Tondelli, impregnata com’è di linguaggio colloquiale e gergo giovanile, e qui resa attuale e vibrante non solo per l’interpretazione che ne ha dato Magnani, ma anche e soprattutto grazie all’orchestrazione collettiva di “Autobahn” da parte di tutti i membri di Sismatik.

Quindi, non certo di un sottofondo musicale per un testo recitato si è trattato, quanto piuttosto di un’interazione dialogica tra musica e voce, e tra voce e musica; musica a tratti in piena libertà, nel punteggiare, con ironico ed efficace quasi-rumorismo, l’andamento emozionale del testo, musica a tratti ‘strutturata’ all’insegna dell’improvvisazione jazz, musica sensibile che ora segue la voce, ora le indica la direzione, ora si muove con questa in un unisono emotivo. E che il tutto fosse maggiore della somma delle parti – ma la sfida di Area Sismica e dei Sismatik era proprio quella di scardinare la stessa idea di una semplice somma! – è risultato evidente con il procedere della performance, che è riuscita in modo raffinato quanto sincero a coinvolgere il pubblico nel viaggio sonoro, verbale e musicale, del protagonista di “Autobahn” alla ricerca di una via di fuga dal conformismo italiano, verso i paesi del nord-terra ideale di libertà. Sfida emozionante quanto necessaria, per nuovi territori da esplorare dopo questa prima riuscita tappa del progetto “Sismatik”. Autobahn!

Le foto sono di Ariele Monti

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