Emile Parisien – Louise (ACT)

« Au départ, le morceau Louise était écrit comme l’ouverture d’un poème symphonique, c’est pour cela qu’il commence tout doucement. Puis, le thème évolue, et il finit par s’assoir et laisser une place à d’autres plages, d’autres morceaux »  E:Parisien

“La migliore novità che sia accaduta nel jazz europeo da molto tempo” (Le Monde),

Per una volta il tradizionale spirito nazionalista francese non può essere smentito tanto facilmente. Emile Parisien è un sassofonista quarantenne con ormai alle spalle una decina d’anni di incisioni per ACT, etichetta tedesca, ed una costante presenza nei maggiori festival continentali, in particolare a Marciac, dove è cresciuto musicalmente e ha avuto l’opportunità di misurarsi con grandi musicisti americani ed europei. In Italia lo abbiamo visto soprattutto in duo con il bravo fisarmonicista Vincent Peirani, suo patner in molte avventure discografiche, tutte di notevole interesse.

 I punti di riferimento nella mappa musicale personale di Parisien sono davvero molto variegati. Si va dalle tradizioni popolari della sua terra al rigore compositivo della musica classica contemporanea, fino all’astrazione del free jazz, anche se, a mio parere, l’elemento trainante è una costante naturalezza melodica ed una spiccata liricità sul suo strumento, il sax soprano e nella composizione. In tutto ciò che fa c’è una naturalezza e autenticità, la sua musica ha un flusso, attraversa i generi con una notevole rapidità di passo e una naturale inevitabilità. Se il confronto con i giganti americani del suo stesso strumento, colloca Parisien più  vicino a Bechet che a Lacy o Coltrane, in realtà il musicista francese si ritaglia uno spazio tutto suo e spiccatamente europeo nella timbrica e nel gusto della sua proposta musicale.

In Emile si intuisce una apertura mentale verso tutte le culture musicali, i generi e le tendenze; ma lo sguardo di Parisien è focalizzato sul futuro con una onestà ed un rigore di fondo che rendono straordinariamente interessanti sia i suoi gruppi che i suoi dischi, una continua progressione di qualità e stimoli.

“Louise”, dedicato alla scultrice Luoise Bourgerois, è un album straordinario in cui l’energia feroce contrasta e convive felicemente con un lato molto più morbido e lirico. Le sottigliezze delle composizioni emergono quanto più si ascoltano. Di conseguenza, “Louise” ci offre la visione più ravvicinata del carattere e dell’individualità creativa di uno dei principali musicisti jazz europei che in questa opera riesce a far convivere ritmo e melodia, swing e astrazione, complessità ed immediatezza.

Parisien ha formato un sestetto americano-europeo di altissimo livello per questo album, il suo settimo come leader o co-leader in ACT, al suo fianco gli americani Theo Croker alla tromba, Joe Martin al contrabbasso e Nasheet Waits alla batteria, il chitarrista Manu Codjia e il pianista italiano ma d’adozione francese Roberto Negro.  Le composizioni presenti sono a firma del leader in cinque brani, uno a testa per Negro, Codjia e Croker più la ripresa del bellissimo Madagascar di Joe Zawinul, a mio parere il brano migliore di un album fresco e convincente.

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