Vicky Rummler – Snapshots (dodicilune)
Sonia Spinello – Eterea (Abeat)
All’interno dell’ampio catalogo di strumenti musicali a disposizione di artisti che intendano utilizzare il linguaggio del jazz o musiche affini, la voce femminile resta uno dei preferiti e più utilizzati.
Siano composizioni originali, riletture di standards, songs o melodie wordless, capita di frequente che qualche nuova interprete /autrice si affacci sulla scena musicale nella speranza di accendere qualche piccolo riflettore su di sé. Fra le molte proposte ascoltate di recente, ne ho scelto due, per una preferenza personale verso progetti meno inquadrabili fra le categorie di cui sopra, e per il fatto di avere in comune la consueta nitidezza ed accuratezza della presa sonora, assicurata dal tecnico Stefano Amerio e dalle apparecchiature dei suoi Artesuono Studios, nonchè la partecipazione di alcuni jazzisti ben noti del panorama attuale.
Victoria Vicky Rummler, nata in Usa e con una carriera cosmopolita, in trio con il clarinetto di Francesco Bearzatti ed il pianoforte di Nico Morelli, nel suo “Snapshots” (dodici lune) mescola culture e sensibilità, fra Europa e Stati Uniti, attraversando le dieci tracce con un tocco leggero ed ispirato alla dimensione del gioco. La voce di Vicky, per timbro e pronuncia affine a quella di Joni Mitchell, (ascoltatela nella suggestiva ballad “Woman in the Moon” ) ingaggia virtuosi duelli wordless con il clarinetto (“Nirvanina“, “Fake Brown“,firmate rispettivamente da Bearzatti e Morelli, e “For Milton” che non è una dedica al nostro collega ), si distende in dinamiche escursioni black o narrazioni blues (la title track e “Okemah” ) , affronta spigliati scioglilingua (“Tauwan Pijo”) per concludere con due standard, “It had to be you” e “Song for my father” di Horace SIlver . Quest’ultima è una dedica al padre Edgar clarinettista amatoriale e cantante “da negozio di barbiere”.
Un disco divertente ed etrogeneo, per la cui riuscita sono determinanti gli apporti giocosi e virtuosistici dei due jazzisti italiani.
All’ottavo album, con un percorso costruito fra jazz, folk, e musica contemporanea, Sonia Spinello pare avere raggiunto una completa maturità espressiva ed una personale cifra autoriale . “Eterea” (abeat records) fin dal titolo evoca un universo minimalista ed inafferrabile, un mondo alternativo a quello reale nel quale è ambientata una storia femminile di caduta e rinascita , “il volto che si alza guardando verso il cielo dopo aver fissato il precipizio della vita. Profonda introspezione, scoperta della forza e di tutte le parti che si celano dentro di noi” .
Il progetto, sviluppato insieme alla pianista Sonia Candellone e realizzato con un gruppo che comprende il clarinettista Achille Succi, Daniele di Bonaventura al bandoneon e Piotr Schmidt alla tromba, è basato su musiche da Erik Satie, Jeroen Van Veen e Graham Fitkin, per le quali l’autrice ha composto testi inediti, oltre a tre brani originali, uno di Spinello e due scritti con la pianista Candellone.
Musica rarefatta e concentrata in una filigrana che rende essenziali i particolari, il supporto del clarinetto basso (“Mirrors“), il richiamo del pianoforte alla celebre “Gymnopèdie n.1” di Satie (“Where are you“), l’ intenso assolo di tromba di “She“, i richiami del bandoneon di “Ego ibi tibi ero“. La voce profonda e dalla cristallina espressività di Sonia Spinello occupa con assoluta naturalezza gli spazi narrativi e testuali del lavoro, lasciando al proprio passaggio scie blues (“Time don’t move” , la seconda parte della title track, in dialogo con il clarinetto basso), aromi folk (“Ego ibi tibi ero“”) ed anche una tensione verso la melodia della canzone, testimoniata da una “Nothing is like before” dalla eterea immediatezza.
Un viaggio intenso, profondo, ma all’insegna di un’aperta comunicativa, che si conclude con una finestra spalancata sulla ricerca interiore come percorso senza fine: si intiola “Ma realitè” , è una semplice melodia accennata dal pianoforte e rifinita dal bandoneon di cui riportiamo il testo tradotto dall’originale francese . “Sto ancora cercando/la mia realtà/ciò che ero/i giorni perduti/ lavita passata /in un istante /che mi ha consumato.La notte stellata/i baci rubati/le tue carezze/stavo ancora cercando/senza trovare/un altro momento per amare.
