Maree, l’ album e il concerto

L’ album

C’è un momento, nell’ascolto di Maree, in cui ci si accorge di aver smesso di seguire la musica e di essersi messi semplicemente a galleggiare. Non è una sensazione immediata , arriva piano, come l’acqua che sale senza che tu te ne accorga, finché non sei già dentro.


Filippo Sala, batterista bergamasco, pubblica nel marzo 2026 il suo secondo album con Enrico Terragnoli e Danilo Gallo per Aut Records, etichetta dedicata alla musica di ricerca e sperimentazione. Il primo capitolo di questo sodalizio, Rifugi (2023), aveva la qualità delle istantanee: memorie congelate, brevi racconti musicali ispirati a persone e momenti. Maree è un’altra cosa. Ha una direzione. Ha una corrente.


L’idea nasce nell’autunno del 2024, viene registrata nel giugno del 2025 allo Spilamberto di Michele Bonifati, mixata e masterizzata da Terragnoli nel suo studio veronese. Il riferimento concettuale è dichiarato fin dal titolo: il movimento oscillante delle maree, con tutto ciò che comporta , l’attesa, la tensione, la forza, il ritiro. Non come decorazione tematica, ma come struttura profonda del suono. Le dieci composizioni non si comportano da brani separati: si comportano da stati d’animo di un unico organismo in movimento.


Si parte con Martin P, si attraversano Moon, Crepuscolo, Ricardo Reis, Luglio, fino ad approdare a Mr. Winter , titoli che sembrano sprazzi di luce su figure e stagioni, senza mai spiegare troppo. La musica fa lo stesso: suggerisce, non illustra. Sale lentamente, raccoglie energia, poi si ritrae. A volte si ferma in una sospensione quasi immobile; altre volte rompe con piena intensità, e ci si ritrova a chiedersi quando è cominciata quella tensione.


Quello che rende Maree un disco davvero riuscito è l’economia dei mezzi unita alla generosità del suono. Terragnoli non si accontenta della chitarra elettrica: imbraccia il banjo, soffia nell’armonica, strimpella il podofono, agita le maracas. Gallo passa dal contrabbasso al basso elettrico, poi alla balalaika, poi al flauto. Eppure non c’è mai il senso del numero di varietà, dell’effetto speciale. Ogni scelta timbrica è al servizio di qualcosa di preciso, di un colore che mancava, di una voce che gli altri strumenti non potevano dare.


Sala dirige tutto questo stando , come si addice a un batterista,  al centro del campo gravitazionale del trio. Non in primo piano, non in ombra: nel mezzo, a tenere insieme il respiro collettivo. La sua scrittura lascia spazio perché sa che quello spazio verrà riempito meglio dall’interazione che da qualsiasi nota scritta sulla carta.


Maree è un disco che non si consegna tutto al primo ascolto. Come l’acqua, richiede tempo e pazienza, e restituisce qualcosa di diverso ogni volta. Chi cerca adrenalina o complessità ostentata troverà poco. Chi invece si fida del flusso , chi accetta di smettere per un momento di nuotare e si lascia portare , troverà qualcosa di più difficile da trovare: musica che non dimostra nulla, ma che muove.

Il concerto

Il concerto, il primo della diciottesima edizione di Ambria Jazz, ricalca le linee guida dell’ album, con un impatto sonoro notevole ed un piglio post rock declinato sulla sensibilità e la creatività dei tre musicisti.


Danilo Gallo è la spina dorsale del trio, Enrico Terragnoli ne traccia la direzione, e Filippo Sala il metronomo che fa respirare l’ intero impianto sonoro. I brani sono quelli dell’album, riproposti in modo più asciutto e con un minore utilizzo di strumenti, ma tutti accumunati da quel flusso e riflusso tipico delle maree. Temi dipinti con poche e sapienti note che man mano acquistano energia e volume, raggiungendo un apice dal quale lentamente discendono, tracciando colori e sensazioni diverse.


Piuttosto lontani da un tradizionale trio jazz chitarra basso e batteria, e anche decisamente più intriganti e complessi rispetto all’ equivalente rock, i tre si ritagliano uno spazio originale e in divenire, dove le diverse personalità si intersecano e interagiscono con lucidità prospettica. Un bel concerto, salutato da un pubblico adeguato sia per orario che, soprattutto, per condizioni climatiche.
Propongo in video i due brani che più mi hanno conquistato.

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