Ancora Evans, ancora Pieranunzi: “Evanscape” con Bebo Ferra

Impossibile lasciar passare l’occasione del recentissimo saggio del sodale Milton sul libro di Enrico Pieranunzi dedicato a Bill Evans per presentare un nuovo disco del pianista romano ispirato all’arte del collega statunitens . “Evanscape”, registrato con il chitarrista Bebo Ferra a Meudon nel Maggio 2025 e pubblicato dall’etichetta Bonsai Music, è il secondo omaggio che Pieranunzi tributa ad Evans . E come “Evans remembered“, (V.V.J.) pubblicato nel 2001 con un quintetto comprendente i fiati di Fabrizio Bosso, Gabriele Mirabassi e Rosario Giuliani con Marcello di Leonardo alla batteria e Piero Leveratto al basso, è un disco pensato ed interpretato nell’unica modalità possibile : stare “intorno a Bill Evans”, per illuminare un dialogo, fatto di musica in gran parte originale, attraversato da una sensibilità melodica ed una capacità evocativa che si ricollegano a quel patrimonio artistico ed emotivo, pur scegliendo strade proprie.

La scelta del duo pianoforte/chitarra, inevitabilmente, rimanda ai due famosi episodi registrati da Bill Evans con Jim Hall, “Undercurrent” del 1962 e “Intermodulation” del 1966, ma in questo caso il rapporto fra i due strumenti appare più libero, con frequente interscambio di ruoli e propensione a rivolgere gli sviluppi narrativi in funzione di stimoli derivanti dall’ascolto reciproco.

Solo tre i brani in scaletta appartenenti al repertorio di Evans : “Song for Helen“, dedicata alla figura essenziale di Helen Keane manager e produttrice del pianista, “Very Early” risalente al periodo universitario, e “Once Upon a Summertime” uno standard di Legrand e Barclay, che Evans rimodellò nel proprio repertorio. Nella prima Ferra e Pieranunzi, coadiuvati dalla assertiva voce del contrabbasso di Diego Imbert, immettono dosi di sognante e surreale spirito felliniano, la seconda è un esercizio di lievità in punta di corde e tasti, un discorso che si fa esplicito nei soli dei due strumenti e si diluisce nel finale, mentre alla terza la chitarra di Ferra apporta un velo di mediterranea malinconia ripreso dal pianoforte.

Fra le otto tracce originali spiccano gli slanci melodici trattenuti di “Dreams and the Morning“, una ” Passing Shadows” ripresa dal disco precedente e riportata qui alla sua forma essenziale, con ripetuti scambi fra i due strumenti, i richiami classici di ” Incanto” , la profondità di ballads dallìapparente linearità come ” Il giardino di Anne” o “Siren’s lounge”.

Calling Enrico“, ancora in trio, sviluppa una frase melodica oscillante fra pause ed affermazioni, interrotta dalla decisa sterzata verso il secondo estremo, imposta da uno swingante contrabbasso, che apre il solco per le più esplicite divagazioni soliste del pianoforte e della chitarra,

La chiusura è per le catene di note, le meditazioni ed i sogni di “Evanscape” : quelli di Bill Evans, sicuramente, ma anche di Enrico Pieranunzi e Bebo Ferra.

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