Adriano Clemente- Kaleidoscope:music for imaginary films (dodicilune)

Il riferimento allo strumento ottico in grado di riprodurre sempre diverse strutture simmetriche tramite una combinazione di tasselli di vetro, riassume in modo calzante il carattere della musica composta per questo triplo cd dal polistrumentista e musicologo Adriano Clemente. Una pluralità di figure armoniche, melodiche e ritmiche attraversa le quasi tre ore di ascolto, coniugando alcune delle principali influenze di Clemente con quella del jazz, a cui erano rivolti i lavori più recenti come la “Coltrane suite” del 2023 pubblicata sempre da dodicilune: rock progressivo, avanguardia, le strutture del Raga industano, Terry Riley, Igor Stravinsky e Frank Zappa. Difficile restituire una puntuale descrizione di un materiale così ricco e denso da lasciare, al primo approccio, quasi storditi dal flusso continuo e cangiante di atmosfere e climi, dall’attacco strumentale di una rutilante orchestra di fiati, percussioni, tastiere che procede secondo un originale percorso di fughe e svolte, accellerazioni e stasi. Proprio come le immagini di un caleidoscopio si formano indipendentemente dalla volontà dell’osservatore, qui “l’ascoltatore può immaginare una differente immagine o storia per ogni sezione, in questo senso è una forma di musica a programma “non programmata“”.

Occorrre quindi delineare una piccola mappa per orientarsi in questo viaggio, una guida che individui il tracciato generale, mettendo quindi in rilievo le tappe più significative, quantomeno secondo il mio punto di vista di escursionista/ascoltatore .

Per partire completo, innanzitutto, l’elenco delle influenze auto dichiarate suggerendo anche Nino Rota. per un certo passo surreale e circense di alcune composizioni, il gusto fiabesco ed ancestrale del modo di raccontare in musica di Gianluigi Trovesi, ed infine la vena bucolica, romantica e folk della Penguin Cafe Orchestra.

Quanto agli aspetti analitici, partiamo dal primo cd, che intitola l’intera opera e si compone di cinque Caleidoscopi, brani ideati con avvio e conclusione coincidenti e contenenti diverse sezioni apparentemente antinomiche, intervallati da altri nove frammenti autonomi.

“Kaleidoscope 1” con le frequenti variazioni che oscillano fra Zappa e Rota ed una trama infittita dalla marimba e dalle percussioni, esplicita subito alcune delle componenti strutturali che attraversano questa sezione, riprese in diverse combinazioni ed alternanze soprattutto nei seguenti quattro omonimi episodi, nei quali atmosfere immaginifiche, frasi epiche ed aperture melodiche si susseguono ininterrotte.

“Airflight ” la più lunga delle composizioni “non caliedoscopiche”, scritta durante un volo aereo, rappresenta il decollo di un aeroplano fino alla quota di marcia : una alternanza di frasi dei fiati (saxes, trombone, tromba e flauti) precede un fitto e convulso svolgimento condotto dal pianoforte e sostenuto dalla sezione ritmica, che confluisce, attraverso l’iterativo intervento dei flauti, in una porzione statica ove emergono le ripetute frasi dei fiati e del pianoforte.

La dimensione ambientale ed esplorativa è invece al centro di esperimenti quali “Harmonics” , che sviluppa minime variazioni cellulari, o “Slow, intense,Blueness” basata sulla ripetizione della stessa frase, inizialmente affidata al pianoforte di Arturo Stalteri, progressivamente rallentata, con i rintocchi del vibrafono a conferire un carattere solenne ed inquieto.

Il secondo Cd intitolato “Akashmani” dal nome dell’ensemble esecutore, si apre con “Maharaj express“, la trasposizione in musica di un viaggio in treno nel cuore dell’India, con il basso a connettere le intermittenti entrate della sezione fiati e del vibrafono, mentre aleggia su tutto l’ombra di una melodia esotica creata dagli archi. Le successive dieci composizioni rapresentano la trasposizione per l’ensemble multi strumentale di una suite composta nel 1994 per tastiera digitale, che Clemente ebbe occasione di fare ascoltare direttamente a Terry Riley, ottenendo preziosi suggerimenti metodologici. Qui risulta più marcata l’anima minimalista ed iterativa del lavoro, che si esprime al meglio in alcune perle melodiche quali “Journey Through the summer”, composta negli anni settanta su organo elettrico ed ispirata alla celebre “A rainbow in a curved air” di Riley , “Children’s dance”, dalla complessa struttura ritmica infittita dal vibrafono e dal pianoforte , e “Dolphins” , nelle cui onde melodiche sembra di vedere davvero saltare gruppi di delfini/sax.

Le vertiginose ellissi delle sezioni  fiati di “Roundabout” e “Reverie“, condotte rispettivamente dal clarino e dalla tromba, precedono una conclusione liricamente pacata con la dedica al maestro Terry Riley di “Old Dreams” e le sue catene di note intrecciate dal pianoforte

Il terzo cd “Children of Africa” varia nuovamente le coordinate sonore e geografiche del lavoro virando verso l’afro beat (Afro brand“, dedicata ad Abdullah Ibrahim e la contagiosa “Children of Africa“), le dodici battute di “Deconstructing the blues“, ed un florilegio di latin jazz che abbraccia calypso (“El Gato), la tradizione del Venezuela (” Arimacoa” con il virtuoso di quatre Emilio Jimenez) ed una intera suite dedicata a Cuba (“Cuadros Cubanos“) che si sviluppa su ritmi tradizionali dell’ isola, samba e bolero con ampi spazi lasciati alle improvvisazioni.

Al termine dell’ascolto, ci rendiamo conto di avere compiuto un piccolo giro del mondo in musica, anzi, un giro vertiginoso e coinvolgente nell’universo musicale variegato ed appassionato di Adriano Clemente visto attraverso il suo personale caleidoscopio.

La musica è suonata da Akashmani Ensemble, composta da: Adriano Clemente percussion, valve trombone, trombone, glockenspiel, oboe, darbuka, organ, venezuelan harp, pocket trumpet; Sergio Vitale trumpet; Massimo Pirone trombone, tuba; Daniele Tittarelli alto sax, soprano sax; Marco Guidolotti baritone sax, tenor sax, clarinet; Alessandra D’andrea flute, piccolo, alto flute; Lucio Perotti piano; Francesco Pierotti double bass; Gianluca Manfredonia marimba, vibraphone; Francesco De Rubeis drums; Bernardino Penazzi cello.

Gli ospiti sono: Arturo Stalteri piano; Massimiliano Filosi tenor sax, alto sax, flute; Claudio Graziano, trumpet; Giulio Scarpato double bass; Riccardo Cavalieri viola; Michele Lanzini cello; Gaetano Schipani oboe; Fabrizio Aiello clave, congas, timbales, cowbell, bongos, shekere, surdo; Aldo Milani baritone sax, tenor sax, flute; Piero Bronzi alto sax; Andrea Lagi trumpet, flugelhorn; Federico Manini trombone; Alberto Solari trombone; Felice Tazzini piano; Riccardo Butelli drums, percussion; Eduardo Silveira congas; Deivyis Rubalcaba timbales; Emilio Jimenez cuatro.

Lascia un commento