Una ogni tre…

Alessandro Morelli , presidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, ex direttore di Radio Padania, è il primo firmatario di una proposta di legge sulle “Disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana”, che – è stato anticipato – prevederebbe che le radio italiane, tanto i network privati quanto la Rai, riservino almeno un terzo della loro programmazione alla «produzione musicale italiana». In più, una quota «pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera della produzione musicale italiana» dovrebbe essere «riservata alle produzioni degli artisti emergenti».

Fonte: https://www.giornaledellamusica.it/articoli/perche-la-proposta-della-lega-sulle-quote-italiane-radio-non-ha-senso

Se dovesse passare una legge stupida quanto questa il passo successivo non potrebbe che riguardare il veto a musiche di  comunisti, atei, omosessuali, negri ed ebrei, per non parlare della pena di morte per chi ascolta gipsy, kletzmer, blues, jazz e il coro dell’Armata Rossa .

Ma d’altronde da un personaggio simile (e dal suo partito) era impossibile uscisse non dico una idea intelligente, ma neppure era credibile che potesse partorire  una idea. 

Potrei supplire e concedere un aiutino: invece di una canzone italiana ogni tre sarebbe molto più auspicabile una canzone intelligente ogni tre canzoni di merda. Attualmente la percentuale in quasi tutte le radio è di molto più penalizzante…..

 

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