Tino Tracanna : distillato di trio

Dice Tino Tracanna, in questa estesa intervista pubblicata a ridosso della pubblicazione del suo nuovo album “Distilled” (Parco della musica records), registrato in trio con il contrabbasso di Giulio Corini e la batteria di Vittorio Marinoni, di avere realizzato, dopo anni di carriera, che più il gruppo è ridotto e meno si deve suonare; “intutile cercare di riempire il panorama sonoro quando si è in duo o in trio, occorre invece essere più precisi e concreti per comunicare con chiarezza le idee che si hanno“. E’ un buon viatico per l’ascolto di questo album, praticamente l’esordio discografico del trio in attività di circa un decennio, che trova proprio nell’essenzialità e nell’approccio diretto la sua dote principale. Dall’iniziale, monkiana “Red” a “Basics“, entrambi brani a firma Tracanna ripresi dal disco in quintetto “Red basics” del 2016, con Ottolini, Cecchetto, Dalla Porta e Fusco, le dinamiche del trio, coadiuvate da limitati contributi di sfondo della melodica, si incrociano lungo traiettorie lineari ed accessibili, alternando esposizioni tematiche esemplari a spazi improvvisati in modo naturale ed equilibrato. E’ un pò la dimostrazione di quello che Tracanna sostiene, quando parla di “comunicare con chiarezza le proprie idee“, ed uno dei (rari) casi nei quali all’ascoltatore è consentito l’accesso all’idea progettuale ed al suo sviluppo, in un processo di grande “trasparenza”. Disco molto influenzato da uno dei riferimenti di Tracanna, Thelonius Monk, di cui viene ripresa “Misterioso“, in una versione che lascia ampio spazio creativo al contrabbasso di Corini, ed al cui stile sono chiaramente ispirate alcuni composizioni quali “Red” , “New mind lines” o “Triad” con i suoi assertivi unisono.

Nel contesto generale caratterizzato da tempi sostenuti e temperature elevate ( che caratterizzano, ad esempio, la spedita narrazione urbana di “Kim” o le tinte latin di “Basics”) non mancano momenti di maggiore complessità come i frequenti campi di tempo e le sincopi nervose di “Burro Cacao” chiuse da un liberatorio urlo collettivo, o le atmosfere di suplesse di “Adagio“, mentre “Sins” (anche questa ripresa dal cd degli Acrobats) e “Lilies of the valley” sono forse gli esempi più rappresentativi della forza di questo piccolo grande collettivo. Il quale, nella prima, riesce a dare vita ad un contagioso movimento “processionale” ove spicca il canto del contrabbasso seguito del soprano del leader e nella seconda, splendida interpretazione di un brano dell’autore giapponese Jun Miyake, collaboratore musicale di Pina Baush e Robert Wilson, a creare un groove irresistibile per un tema dalla presa magnetica e dai mille contrastanti risvolti emotivi. Inutile sottolineare le doti di un protagonista fa i più incisivi della scena attuale come Tracanna, sia al tenore che al soprano : da mettere in evidenza, invece, la grande coesione del trio che spesso , in questo distillato di musica, suona come un sol uomo.

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