Joey De Francesco – “More Music”

JOEY DE FRANCESCO – More Music – Mack Avenue – Supporti disponibili: Cd / 2LP

Canonico ma non troppo questo nuovo “More Music”, con il buon Joey, abilmente smagrito nell’avatar in copertina, che ci propone il più classico degli organ-combo alle prese con un repertorio di originals “defrancescani” ben assortiti ma che, attenzione!, vede il leader sciorinare tutto il suo multistrumentismo, esibendosi in modo del tutto convincente alla tromba nel brano d’apertura intitolato “Free” (gli amanti del genere non si aspettino vette d’improvvisazione radicale) che mette in mostra uno stile da consumato hardbopper, sia con l’utilizzo della sordina che nella ripresa del tema, come si può evincere dalla clip:

Il Nostro sciorina la tromba anche nel potente blues “Where to Go”, e tira fuori il sax tenore in due languide ballads, “Lady G” ed “Angel Calling”, cimentandosi poi anche nel canto in “And If You Please”, lasciando quindi per alcuni tratti il suo Hammond B3 nelle sapienti mani di Lucas Brown, giovane chitarrista ed organista, anch’egli di Philadelphia, forse la più bella sorpresa dell’album.

Comunque, sia che indossi la giubba da mastro organista, che porta i galloni di mille battaglie groove, sia che operi per altre vie, è il leader il protagonista assoluto dell’incisione, ha compiuto i fatidici 50 anni e questo disco pare essere una sorta di punto d’arrivo, un compatto ed esplosivo show case che, senza ricorrere a sovra incisioni, metta a bilancio anche i poliedrici interessi strumentali e stilistici coltivati negli anni. Al tenore mostra una certa divertita convinzione, saldamente ancorato a radici che rimandano dritte a Lester Young, alla tromba è in qualche modo più audace e svela interessanti sfumature bluesy, quanto al brano cantato, uhm, v’è un certo fascino d’alcolico after hours ma forse non è il caso di cercare con il lanternino soverchianti strutture intellettuali in “More Music” (invocazione quanto mai necessaria, n’est pas?).

De Francesco sarà pure “uom dal multiforme ingegno” ma come Ulisse ama andare straight to the point e la sua musica fluisce sempre energica, all’insegna di un “mainstream” aggiornato e muscolare in cui, gratta gratta, gli episodi migliori sono inevitabilmente quelli che lo vedono all’amato Hammond da cui, da virtuoso qual è, trae veri prodigi ritmico-armonici, come accade negli ultimi 20 minuti del disco, suddivisi in tre brani tra i quali la title-track, con Brown che si sposta alla chitarra, per un trio che viaggia come un treno su rotaie Blue Note percorse, per esempio, dai benedicenti Larry Young e Jimmy Smith in certi capolavori che mantengono una perenne freschezza. More Music, More Jazz!

Courtesy of Audioreview

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