“Ritornare” (ECM 2026) Enzo Favata, Marcello Peghin, Salvatore Maltana, Daniele Di Bonaventura, U.T. Ghandi.
E’un disco importante “Ritornare“, e non soltanto per la qualità della musica, improntata a quel “realismo magico” sonoro, mondo in cui convivono luoghi geografici (il Sud America. l’Africa, il Mediterraneo) e rotte culturali, che rappresenta almeno una delle identità musicali del sassofonista sardo Enzo Favata.
Prima, infatti, c’è da mettere di mezzo la Storia. Quella di un progetto, che assomiglia molto ad una riunione fra amici, alcuni già navigati musicisti, altri agli inizi della propria avventura, nato dalla suggestione di tracciare una ideale linea di connesione fra la Sardegna reale e vissuta, ed un Sud America “visto” attraverso viaggi ideali al seguito di compagni come Gabriel Garcia Marquez, Osvaldo Soriano, Louis Sepulveda o “in motocicletta con il Che”. Il cd “Atlantico“, pubblicato dalle edizioni de IL Manifesto sul finire del secolo scorso, divenne un piccolo caso, un successo neanche tanto di nicchia per una musica attraversata da un grande slancio verso l’avventura e l’ignoto, costruita leggendo con il linguaggio del jazz suggestioni e stimoli raccolti alla fine del mondo.
Seguì al disco un intenso periodo di concerti nazionali ed internazionali durato quattro anni fino a che si decise una piccola pausa del progetto, che in realtà si è protratta fino ad oggi.
Ma la storia è anche quella di musicisti come Enzo Favata, cresciuto nell’ammirazione verso grandi del jazz come Coltrane, ma da sempre affascinato agli esperimenti di fusione fra jazz e musiche del mondo, nate e sviluppate presso l’etichetta ECM con artisti come Dino Saluzzi, Ralph Towner o Egberto Gismondi, che hanno sicuramente contribuito alla direzione del progetto Atlantico.
Ed infine la storia è quella, sfortunata, di U.T. Ghandi, il batterista di questa registrazione, presente in quasi tutti i progetti di Favata, scomparso il 10 agosto di quest’anno, lasciando nella costernazione e nel dolore tutti i musicisti e gli amici che ne avevano apprezzato le qualità musicali e soprattutto la profonda umanità . “Ritornare“, registrato a Monaco nel grnnaio 2026, è la sua ultima prova in studio.
L’esigenza di riattivare il quintetto è arrivata a Favata un giorno del 2023 in modo improvviso ed istintivo e la decisione di riprendere i contatti con i vecchi compagni è stata immediata per tutti; la possibilità di registrare per la ECM è stato il suggello di un percorso partito da appassionati della musica prodotta da Manfred Eicher ed oggi vissuto da protagonisti.

Il primo brano del disco, “Tukuman” è una delle tre tracce riprese dal precedente, presentata in una versione più estesa e più dinamica ritmicamente: si apre e chiude con il fruscio delle spazzole, e contiene alcuni elementi che ritroveremo in tutto lo sviluppo del lavoro, come l’attenzione alla melodia , ed una capacità di dialogo che si esprime qui attraverso un interscambio fra l’intenso solo del soprano e quello del bandoneon, entrambi ricchi di risonanze e sguardi appena accennati a possibili altre traiettorie musicali.
Altra ripresa “El Sur“, alla quale l’autore Marcello Peghin offre, insieme al contrabbasso di Savatore Maltana, una densa tessitura armonica che viene attraversata dal volo del sax e dalle linee intrise di tango del bandoneon. Qui riportiamo una versione del vivo del brano tratta da un concerto del 2024.
Ed infine “Milonga del Sol” di Favata, qui resa in alternanza di libertà e struttura, a partire da un intimo e rarefatto avvio che prelude alla figura ritmica del titolo, destinata a ritornere nel finale sopo un lungo solo ispirato e liberatorio del sassofono.
Gli altri cinque sono brani nuovi, composti collettivamente o dai singoli membri del quintetto: “Escuchame” è un’ intima invocazione all’ascolto che circonda un tema prima accennato e poi compiutamente svelato nel finale, “Donde nace el viento” (Favata) affida alla chitarra la conduzione ritmico armonica di un felice dialogo sax/bandoneon, “Sine nomine” attinge il suo andamento raccolto ed il tema salmodiante dal versante che lega Di Bonaventura alla musica sacra.
Completano il lavoro le atmosfere ariose ed aperte di “ Ventana” e quelle inquiete e misteriose di una “Albatros” che, quando apre le ali, vola davvero molto in alto con un tema carico di potere evocativo.
“Ritornare”, nato con l’intento di riallacciare un discorso fra amici avviato diciotto anni fa, fotografa un momento di felice condivisione di musica, vita e viaggi dei cinque membri del gruppo. Un momento che rimarrà irripetibile.
