“Su Mimmi non si spara” – Francesco Guerri

Due bambini giocano insieme in casa, mentre il padre musicista sta lavorando ad una composizione. All’improvviso, il fratello maggiore si avvicina al minore con una pistola ad acqua, pronto a spruzzare, ed a quel punto interviene la madre dicendo :”Su Mimmi non si spara”. Da questo episodio l’ispirazione per il titolo del nuovo album di Francesco Guerri, violoncellista emiliano romagnolo, registrato in solo : “Ho pensato che quell’episodio, un gioco che simula un atto di violenza, riassuma l’idea che un bambino sia per natura sia cattivo che buono,  e riporti alle radici stesse dell’essere umano“. Un incipit originale per un’opera che si colloca nel territorio di confine fra classica contemporanea ed improvvisazione, di solito generi poco inclini agli aspetti della comunicazione ed ancor meno avvezzi a svelare i propri percorsi. Ma Guerri, formazione classica e folgorazione per la libera improvvisazione dopo un seminario con Tristan Honsiger (collaboratore di Cecil Taylor, Steve Lacy e Derek Bailey) che lo ha condotto a suonare con William Parker e Butch Morris, sembra avere una concezione della musica che non può prescindere dalla passione e dal coinvolgimento. Elementi che si ritrovano anche nella sua attività di terapeuta con ragazzi affetti da disturbi mentali in un centro specializzato del capoluogo emiliano. “E‘impressionante fare musica con questi ragazzi e constatare come il suo potere riesca a fare accadere cose magiche. La musica può cambiare la tua vita,  e molti di questi ragazzi hanno proprio  bisogno di questo cambiamento“. “Su Mimmi non si spara” condensa in undici tracce un lavoro avviato da circa venti anni sul violoncello solista, scegliendo un approccio multiforme in grado di riprodurre, con l’uso canonico o modificato con trattamenti anche strutturali dello strumento a corde, un’ ampia varietà di situazioni sonore a cui corrisponde una vasta gamma di sensazioni e stati d’animo suggeriti. Quello che colpisce del lavoro è proprio la capacità espressiva per nulla limitata dall’essenzialità della strumentazione: il violoncello di Guerri “parla” all’ascoltatore in modo chiaro e diretto sia quando affronta climi più dolenti o drammatici in “Lucy”, “Ciacco” o “Minosse”, derivati dalle esperienze teatrali sulla Divina Commedia con la Societas Raffello Sanzio, che quando dà vita ad articolate ed avvincenti strutture “narrative” (la title track e “Your beginning”), ovvero quando stravolge la propria natura per divenire una macchina sonora rumoristica (“Paper”, con l’uso di carta e clip metalliche, “My (ha)nd”, con l’elettronica che trasforma lo strumento in  chitarra elettrica psichedelica).  A completare il singolare mix di virtuosimo e comunicazione,  le intense e liriche frasi di “Viola”, le iterazioni di “Medusa”, l’angoscia free di “AFK” (acronimo di “away from keyboard”, a simboleggiare l’astinenza da tastiera dei video games – dipendenti) e la rockeggiante  “Mimmi resisti”, ulteriore invocazione al figlio colorata anche di tinte latine. Un disco che, affrontato a mente aperta, saprà fornire abbondanti spunti emotivi, magari a partire dalla splendida copertina disegnata da Federico Guerri e Luca Piovaccari.

https://www.raiplayradio.it/video/2019/07/RAdio3-Suite-Jazz-7d41494a-4741-43b7-a945-4dfb05830935.html

 

 

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