CONSIDERAZIONI DI UN IMPOLITICO – IL JAZZ NELLA RETE, ‘REGOLARI’ E ‘GARIBALDINI’

Ci risiamo con il solito di gioco di rimessa tra me e l’amico Rob53. Ma l’argomento del jazz sul web e della scarsa attenzione che riscuote purtroppo mi induce a considerazioni piuttosto critiche, che d’impulso espongo in ordine sparso.

La rivista jazzistica di riferimento – di fatto l’unica di un qualche rilievo N.d.R. – presta poca attenzione al mondo web”. Affermazione condivisibile, certo, ma vediamo di svilupparla e di approfondirla.

Ai miei tempi (XX secolo inoltrato) le annate si rilegavano per consultarle come un’enciclopedia….

Ho letto Musica Jazz per decenni, ed ho assistito a sue varie trasformazioni. Da lettore devo dire che, al pari di gran parte della stampa italiana, è giunta in ritardo all’appuntamento con il web, e ci si è affacciata quando questo non era più una vasta prateria vergine accessibile anche a pionieri di pochi mezzi e buone idee, ma un territorio già ben munito di steccati proprietari e di barriere all’ingresso, economiche e tecnologiche. Oggi gestire sul web con standard professionali contenuti d’attualità, multimedialità ed aperta interlocuzione con il pubblico richiede risorse e servizi redazionali alla portata di un grande gruppo editoriale, che li può in qualche modo centralizzare e metter al servizio di varie testate.

Ovviamente questo grande editore non agisce con criteri filantropici e nemmeno per qualche migliaio di copie vendute, ma potrebbe esser motivato dalla prospettiva di raccogliere pubblicità particolarmente redditizia perché mirata ad un pubblico già selezionato per certa pertinenza. Ma diciamocelo sinceramente: serve questa pubblicità in una situazione in cui il mercato discografico in Italia è ridotto ai minimi termini, soprattutto per nicchie come quella jazzistica, dove le etichette con una certa consistenza di catalogo si contano forse sulle dita di una mano? Non fa più gioco la pubblicazione di un singolo su Spotify, che grazie al suo database lo fa planare subito sui dispositivi degli utenti di profilo compatibile? A parte il fatto che oggi le major discografiche guardano molto più al mondo dello streaming che a quello dei supporti fisici……..

E poi: quanto vale sul piano editoriale il pubblico del jazz in Italia? Intendo dire quello sufficientemente coinvolto e motivato da spendere qualche euro per un’informazione specializzata? Datemi del pessimista, ma per me non andiamo al di là delle 10.000 persone, e forse esagero….. Quindi il grande editore si dedica ad altro.

Potendo contare su risorse redazionali limitate non resta che dedicarsi ad una rivista di approfondimento, svincolata dalla pressione dell’attualità immediata, che dovrebbe fornire contenuti durevoli tendenzialmente suscettibili di consultazione e non solo di consumo istantaneo. A questo proposito apro una parentesi: da quanti anni non si pubblicano più gli indici annuali dei contenuti, come si faceva in tempi molto meno informatizzati? Chiusa parentesi. Stiamo parlando quindi di un prodotto quindi essenzialmente ‘cartaceo’, anche perché un sito web professionale e di livello esige di fatto una redazione distinta e separata, e supporti tecnici costosi e da aggiornare con continuità.

Altro interrogativo delicato ed imbarazzante: tutta l’informazione sul web è nata all’insegna di un’iniziale gratuità (spesso più apparente che reale), salvo sterzare in corsa verso forme d’abbonamento (perlopiù rigide ed eccessivamente impegnative) con contorno di attriti con i colossali ‘guardiani dell’accesso’ web. In questa situazione il navigatore con interessi jazzistici è disposto a pagare qualcosa per un’aggiornamento professionale ed indipendente? Se sì, quanto?

Sinora la soluzione adottata è stata quella del sostegno tramite pubblicità, spesso non attinente. La pubblicità sul web è un’ospite ingombrante (la sua efficacia non è presunta, ma concretamente misurabile con precisione) e prima o poi finisce con il condizionare sostanzialmente i contenuti redazionali. Per tacere del fatto che se la deleghi in toto agli specialisti della materia, rischi di esporre i tuoi navigatori/lettori ad esperienze spiacevoli. Per esemplificare: anni fa io ho smesso a malincuore di leggere uno dei siti menzionati da Rob53 per la pubblicità più che intrusiva che lo affliggeva.

E quindi il web jazzistico italiano rimane essenzialmente un’impresa amatoriale e volontaria, con tutti i limiti che ciò comporta, certamente. Primo fra tutti quello della parzialità degli angoli di osservazione della scena, determinata da motivi di gusto, di collocazione geografica, di prossimità ad ambienti musicali specifici etc. Ma a questo si può ovviare creandosi una sorta di ‘bouquet’ di varie fonti, in modo tale che nel complesso siano coperte le proprie aree/tendenze di interesse.

‘Il Capitano Garibaldino’

Un blogger di lungo corso ha notato con acutezza che quest’armata garibaldina di volontari del web viene guardata con una certa sufficienza dalla sponda della stampa professionalmente accreditata, di qui l’indifferenza di quest’ultima verso quelle che vengono ritenute ‘cronachine di taglio soggettivo’ di cui non mette conto occuparsi: altra cosa è la ‘critica dotta’. Magari c’è un filino di esagerazione, ma un fondo di verità si intravede.

Certo, i ‘garibaldini del web’ non hanno canali di informazione privilegiata (talvolta servita a domicilio…), le loro scelte sono dettate dall’occasionalità e dal gusto personale, presidiano prevalentemente l’attualità….mancano di una ‘visione’….  Niente da eccepire, figurarsi.  Però diciamocelo chiaramente: sull’attualità della scena ‘live’ ci sono solo loro, da anni questo quadrante è stato pressoché totalmente abbandonato, e non solo dalla c.d. ‘stampa generalista’. E non si tratta di pecca di poco conto, considerato il momento attuale e l’ulteriore aggravamento della crisi del settore discografico (particolarmente quello ‘di qualità’), che documenta frammentariamente e con ritardo la scena live, nutrendosi in larga misura di registrazioni stagionate anche due-tre anni sugli scaffali degli archivi.

E poi scrivere sul web non è una passeggiata, ed è cosa ben diversa dal farlo sulla carta stampata. Il navigatore è giudice rapido e sommario, è indispensabile esser asciutti, lineari, mantenere un ritmo vivace del discorso, altrimenti….. Dopo anni di questa pratica amatoriale a cose fatte continuo a rileggermi con sconforto, al punto che sul mio desktop campeggia a mo’ di monito perenne questa immagine:

Invidio i ‘colleghi’ della carta stampata, che spesso mi sembrano esser molto meno afflitti da questa preoccupazione (anche perché il loro lettore è più motivato nella lettura, non foss’altro dal fatto di recuperare l’investimento fatto con l’acquisto…….).

Ah, a momenti mi dimenticavo della ‘dottrina’. E’ ovvio che autori con alle spalle opere critiche di vasto respiro ed incarichi d’insegnamento siano poco attratti dal mondo web, e soprattutto da quell’arena gladiatoria che è il regno di Facebook che nemmeno io frequento, sono ‘eremita digitale’ con nessuna attitudine al ‘marketing del Sé’. Non è la loro dimensione, non c’è spazio adeguato per la loro argomentazione, naturalmente più approfondita e distesa, e poi sono professionisti che il volontariato se lo sono lasciato alle spalle da quel dì…… Però non  posso non osservare che le loro firme da anni compaiono molto poco anche sulla stampa specializzata. Forse perché la critica implica giudizio, porta a dei ‘si’ ed a dei ‘no’, i quali ultimi i possono creare qualche problemino di relazioni? Ma no, sono sospetti mefistofelici da Avvocato del Diavolo…..

Per vostra fortuna vi lascio qui, c’è il Generale che chiama, c’è da l’Italia da fare. O meglio: da ri-fare.  Milton56       

Ed a proposito del web come ‘piazza virtuale’: questo bel ‘cartellone’ è comparso tra il lusco ed il brusco, senza altri dettagli. E’ l’annunzio di una nuova prova di Gerald Clayton come leader, stavolta in trio…. un ‘prossimamente’ di un certo interesse

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.