Miguel Zenon & Spektral 4tet – Yo Soy la Tradición

L’undicesima prova in qualità di leader coglie Miguel Zenon – 42enne sax contralto tra i più apprezzati dell’odierna scena ed alfiere dei SF Jazz Collective – alle prese con le proprie radici portoricane al fianco di un quartetto d’archi in rapida ascesa in ambito Classico, ovvero lo Spektral Quartet di stanza in Chicago, per  questo “sax with strings” in purezza che ha raccolto un’assai meritata nomination per un Grammy Adwards alla voce “Best Latin Album”. Non è la prima volta che Zenon mette mano a tematiche folkloriche portoricane, nell’ambito di una sorta di “work in progress” che ha vissuto i suoi precedenti episodi in “Identities are Changeable” (2014) e “Típico” (2017) e che pare avere trovato qui il suo zenith. In attesa di sapere se uscirà vincente dal ballottaggio americano che si terrà il prossimo 10 febbraio riteniamo sia il caso di segnalare le linee guida che hanno ispirato questo “Yo Soy La Tradicion”.

 

L’opera, commissionata dal David and Reva Logan Center For Arts e dal Jazz Festival di Hyde Park, propone una completa rivisitazione in chiave moderna di canzoni e frammenti folklorici provenienti dalla piccola isola delle Antille e nei quali si possono rintracciare stilemi africani, latinoamericani e spagnoli sublimati con mirabile sintesi nelle tecniche compositive di Zenon che sigla otto tracce identificate ognuna con una sola parola che rimanda allo spunto originale (“Rosario” che apre l’album, deriva da “El Rosario Cantado”, brano appartenente alla liturgia cattolica del posto, come “Milagrosa” che si riferisce all’antica melodia de la “Vergin de Milagrosa”, mentre “Cadenza” e “Viejo” esplorano le cadenze storiche della musica portoricana, rispettivamente quella Jìbara e quella andalusa).

 

Lo Spektral Quartet giustifica in pieno la sua crescente fama ed è totalmente coinvolto, parrebbe anche da un punto di vista spirituale, in questa operazione dal coté culturale importante e ricco di fascino. Il quartetto d’archi, come si scrive in questi casi, non funge  da mero tappeto sonoro per le evoluzioni del leader ma espone, partecipa, dialoga con autorità e naturalezza, aderendo come meglio non si potrebbe alle sollecitazioni di uno Zenon che, oltre a dimostrare una notevole caratura intellettuale, per parte sua si muove con uno stile sassofonistico compiuto e riconoscibile, nel quale si possono ritrovare sia gli studi classici che gli echi di grandi jazzman (Bird su tutti, ma anche Lee Konitz, giusto per segnalare un paio di dioscuri che hanno usato gli archi in chiave jazz nel migliore dei modi) . Innovazione e tradizione, mondo latino e sofisticato jazz, vibra tra questi poli, in un blend ineluttabile di culture, la proposta di un artista che merita di essere seguito con la massima attenzione.   (Courtesy of AudioReview)

spek

 

 

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