Charlie Sepulveda – This is Latin Jazz





CHARLIE SEPULVEDA & THE TURNAROUND

This is Latin Jazz (High Note) – Supporti disponibili: CD

Il caliente Live che il trombettista Charlie Sepulveda ed i suoi Turnaround licenziano per l’High Note di Barney Fields li vede in azione al Dizzy’s Club di Central Park nel febbraio 2020, pochi giorni prima che l’arrivo della pandemia travolgesse ogni aspetto del vivere. Il leader portoricano, come si evince dal titolo estremamente assertivo, aveva in mente di registrare con l’occasione un concerto/omaggio che ambiziosamente segnasse lo stato dell’arte in quest’ambito e, supportato dal produttore, ha arricchito il proprio coeso sestetto con i migliori nomi in circolazione, e così ecco che troviamo in formazione, oltre ai sodali di una vita, ospiti del calibro di Randy Brecker, Steve Turre, Nestor Torres e Miguel Zenòn.

“Firm Roots”, solide radici che affondano nella Storia del Jazz. Un brano di Cedar Walton del 1974.

Il beat afrocubano domina un set in cui gli assoli dal respiro harboppistico si susseguono fluenti ed ispirati, con un pubblico che rumoreggia felice nell’ascoltare la ridente versione di “Cherry Pink and Apple Blossom White”, si emoziona per “Alfonsyna y el Mar” cantata da Natalia Mercado e verosimilmente abbandona le sedie per l’esplosiva “Frenesi”. Servirà forse ricordare che l’isola di Porto Rico, patria di una scena jazz assai vivace, ha da sempre avuto rapporti privilegiati con NYC, lo stesso Sepúlveda, che continua a vivere ed a mantenere una cattedra al Conservatorio di San Juan, fin dagli anni ‘80 bazzicava la Grande Mela con il famoso cugino Eddie Palmieri, sviluppando un sincretismo rigoglioso cui anche questo disco “classico” contribuisce. “La musica di questo album – riferisce il leader – è quel tipo di Latin Jazz da cui tutto è scaturito. E’ la musica con cui anch’io sono cresciuto, la musica di Ray Mantilla, Mongo Santamaria, Machito e molti altri creatori. QUESTO è Latin Jazz, non adulterato, non diluito, puro come la più pura delle acque dei Caraibi. E’ il mio tributo a Cal Tjader, Eddie Palmieri, Jerry Gonzales, Poncho Sanchez, Chico ‘O Farrill, Tito Puente…”. ¡Que el jazz latino viva siempre! (Courtesy Of Audiorewiew)

P.S.: per la serie “Citarsi Addosso” segnaliamo che ci eravamo già occupati nel 2018 di Charlie Sepulveda e dei suoi Turnaround, lasciandoci andare nell’occasione ad alcune considerazioni generali sulla sostanziale indifferenza che purtroppo accompagna questo tipo di lavori nel nostro paese, quasi che suonare ostinatamente “latin”, in purezza poi, come in questo caso, fosse irrimediabilmente demodè, roba da accompagnare (d’estate) con sorrisini compiaciuti e applausi d’incoraggiamento a questi simpaticoni mangia tortillas che paiono tanto divertirsi.

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