John Coltrane: A love supreme, Live in Seattle

L’importanza di A Love Supreme: Live In Seattle è accentuata dal fatto che Coltrane ha eseguito raramente dal vivo la sua suite in quattro parti dopo averla originariamente registrata in studio nel 1964. 

Composta e creata come una dichiarazione pubblica delle sue convinzioni spirituali  e del sentimento universalista di ispirazione orientale, A Love Supreme è diventato un best-seller e ha ricevuto un GRAMMY l’anno successivo la sua pubblicazione. Per più di sei decenni si è creduto che l’unica esecuzione pubblica registrata della suite avesse avuto luogo nel festival francese di Juan-Les-Pains nel luglio 1965, nastro che poi è stato  pubblicato quasi vent’anni fa. 

Come è stato reso noto prima della uscita di questo album, le bobine contenenti questa esibizione dell’ottobre 1965 appartenevano alla collezione privata del sassofonista Joe Brazil, ascoltate da pochi fortunati musicisti e amici dello stesso.

A Love Supreme: Live In Seattle è un’affascinante e rara interpretazione della suite completa, caratterizzata da un approccio più libero e improvvisato e da un senso prevalente di coinvolgimento dei musicisti partecipanti; la formazione comprendeva John Coltrane e Pharoah Sanders ai sax, McCoy Tyner al piano, Elvin Jones alla batteria e Jimmy Garrison e Donald (Rafael) Garrett al basso. Anche Carlos Ward, allora un giovane sassofonista che aveva appena iniziato la propria carriera, partecipò al concerto con in particolare un assolo a ruota libera su Resolution.

L’esecuzione di Seattle si spinge molto più in là rispetto alla versione ufficiale, e non solo nei tempi più che raddoppiati. Alla fine del 1965 la ricerca musicale e spirituale di Coltrane stava accelerando. I temi della suite sono presenti e corretti, ma i tempi sono più veloci e più sciolti. Il suono libero e l’approccio collettivistico prefigurano e anticipano il Coltrane che perlustra la stratosfera sonora nei suoi ultimi anni.  La qualità del suono del nastro è buona, ma ovviamente non può essere eccezionale, occasionalmente Coltrane si allontana dal microfono ma il suono del sax appare localizzato a sinistra; I poliritmi di Jones sono invece in primo piano, aggiungendo un senso di urgenza, mentre il pianoforte di Tyner occupa il lato destro dell’ascolto. Una serie di intermezzi – sia il duetto di basso che la batteria – interrompono la suite, senza però spezzare il filo teso e lucente dell’energia fluente . Elvin Jones diceva che il quartetto di Coltrane “ha suonato per le nostre vite” e le evidenze si trovano proprio qui. Un Pursuance ad alta velocità , con Tyner a rubare la scena , si colloca tra i momenti più belli del concerto. Il set termina con Salmo , ancora più vicino alla versione in studio, che si dirige con fervore verso la quiete, con il suono del contrabbasso suonato con l’archetto e il tintinnio delle campanelle.

Mentre per la maggioranza dei jazzfans A Love Supreme è il capolavoro di Coltrane, per molti altri, parte della critica compresa, l’album segna uno spartiacque rispetto alla produzione seguente. La scomparsa del quartetto classico, la ricerca profondamente personale e il tono prepotentemente urgente degli ultimi album rendono per molti meno assimilabile e più complessa la valutazione e la comprensione dell’ultimo periodo. In questo set si sente chiaramente Coltrane che si sta dirigendo verso un territorio sconosciuto, ma ci sono ancora abbastanza punti di riferimento per mantenere l’orientamento. C’è un equilibrio tra concentrazione e frenesia. Questa registrazione può avere più di mezzo secolo alle spalle, ma ecco un disco di Coltrane che di nuovo ci ricorda che, al suo meglio, il jazz ha una potenza espressiva che pochi altri generi musicali possono eguagliare.

Come lo storico della musica Ashley Kahn scrive nelle note, A Love Supreme: Live In Seattle “offre un primo assaggio di espressione musicale e spirituale del maestro che esegue il suo lavoro più famoso negli stretti confini di un jazz club … il 2 ottobre 1965, un sabato a Seattle si sono allineati tutti gli elementi necessari: musica, musicisti, luogo, uno spirito di connessione, una certa carica politica. Coltrane ha deciso di eseguirlo e, significativamente, il momento è stato registrato. “

Le ampie note di Kahn raccontano la storia di A Love Supreme: Live In Seattle non solo attraverso le parole dei musicisti stessi, ma anche attraverso una serie di testimoni le cui vite furono cambiate dalla visita di Coltrane a Seattle nel 1965 (la sua unica visita alla città come un leader), tra cui Brazil, Ward e il bassista David Friesen, che afferma: “Ho sempre perseguito l’aspetto spirituale nella musica e lo faccio ancora. Ricordo di essermi seduto con Coltrane durante una pausa quella settimana e … quello che mi ha toccato è stato il modo in cui trattava gli altri. Ha mostrato misericordia e gentilezza alle persone da quello che ho potuto vedere durante la settimana in cui ero lì. ” 

La musica di A Love Supreme: Live In Seattle è stata registrata con due microfoni sul palco, collegata a un registratore Ampex a bobina , e le uniche copie dei nastri erano ben curate, riportando per quei tempi una registrazione straordinariamente chiara. e senza distorsioni. “Ciò che sorprende è che i nastri di quest’epoca spesso subiscono danni nel corso degli anni, dal calore o dall’umidità, o semplicemente dall’essere impilati orizzontalmente”, scrive l’ingegnere Kevin Reeves, che ha prodotto questa edizione. “Tuttavia, questi nastri sono in condizioni eccellenti… e il risultato è tra le migliori registrazioni amatoriali di John Coltrane su cui abbiamo avuto il piacere di lavorare”. 

La storia della suite “A Love Supreme” è la storia di John Coltrane, del suo viaggio musicale e del suo viaggio spirituale. È diventata una delle registrazioni più celebri e influenti nel canone jazz, venerata e studiata da musicisti oltre il semplice ambito jazzistico. 

La rivista Rolling Stone lo classifica costantemente tra i migliori album di tutti i tempi. “Tra le sue numerose creazioni musicali, Coltrane considerava A Love Supreme in un modo molto speciale”, osserva Kahn nelle note .”Ha detto che: A Love Supreme era una ‘umile offerta al Divino’; nessun’altra composizione o registrazione ha avuto una dichiarazione simile. A Love Supreme era sia una volontà individuale che una dichiarazione pubblica. : un sermone di fede universalista”. A Love Supreme: Live In Seattle ora espande la storia di un grande musicista e di una suite musicale senza tempo.

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