BesTracce Jazz 2020- Survival Kit Vol.4

Mettendo mano alla scaletta per il mio best of 2020 mi sono reso conto di avere dato la preferenza, in modo pressoché totale, a titoli che si collocano nel confine fra il jazz ed altre musiche. Ne è venuto quindi fuori un elenco sicuramente rappresentativo delle mie curiosità principali, legate all’evoluzione futura della nostra musica, ma forse meno degli effettivi ascolti che ho praticato nel corso del 2020. Ad integrazione dei titoli citati devo quindi precisare che ho apprezzato anche opere maggiormente collocate in una dimensione consolidata  del jazz, che continua ad esercitare su di me un innegabile fascino. Grazie ai suggerimenti di amici e colleghi più navigati, ad esempio, da poco ho iniziato un approfondimento storico sul jazz  italiano degli anni 60, a partire dalla famosa ditta Basso/Valdambrini. Ma le traiettorie di ascolto seguite, in modo forse poco razionale, hanno riguardato lavori nazionali e internazionali sia del presente che del passato, collegando “People lives” di Stan Getz/Kenny Barron, “Data Lord” di Maria Schnedier , vari capitoli di Sonny Rollins e  molti apprezzatissimi album di Tom Harrel. Un tentativo di costruire una mappa sensata di navigazione inevitabilmente destinato a fallire, meglio parlare di necessario per la sopravvivenza, come da sottotitolo della nostra rubrica.

Ecco quindi il mio survival kit per il 2020

Jim black- Reckon Un’ipotesi di riconfigurazione del piano trio (con Thomas Morgan ed Elias Stemeseder) che mette al centro la batteria del leader in un gioco di dinamiche inedito e sorprendente, come evidenziato nel set live disponibile all’indirizzo riportato sotto.

https://www.arte.tv/fr/videos/100319-024-A/jim-black-trio/

Bill laswell – Against Empire Una fra le migliori opere del bassista statunitense, che mette in relazione il jazz elettrico di Miles Davis con le lungimiranti esperienze di rock avanzato degli anni 80 e 90, complici Pharoah Sanders ed Herbie Hancock.

Fred Rothenberg /Jacob Young/ Sidiki Camara They say human exist Africa, Norvegia ed un clarinetto abituato a dialogare con gli uccelli e le balene. Una nuova ipotesi di musica del mondo.

Fred Hersch – Songs from home  Il resoconto più attendibile del periodo di lockdown trascorso da un musicista ha prodotto un piccolo capolavoro di sensibilità e grazia.

Christian Scott a Tunde Aduja- Axiom Un tempo il suo autore la chiamava stretch music: qui la somma live di una proposta musicale dove trovano convivenza jazz, rock, hip hop ed elettronica.

The Jerry Granelli Trio plays Vince Guaraldi and Mose Allison Il piano totalizzante di Jamie Saft, il contrabbasso avvolgente di Bradley Jones e la bateria dell’arzillo ottantenne Granelliper una serata di jazz, blues, canzoni ed un finale natalizio da commozione.

https://www.rarenoiserecords.com/releases/the-jerry-granelli-trio-plays-vince-and-mose/

Dischi italiani

Roots magic –  Bring the roots among the stars Free jazz e blues rurale uniti  in una delle proposte dell’anno che più mi ha appassionato. Per dinamicità, lucidità e determinazione .

Roberto Ottaviano – Resonance and rapsodhies Un collettivo in due versioni capace di dare vita ad un flusso sonoro travolgente e raffinato nello stesso tempo.

Franco D’Andrea- New Things Tra tradizione e futuro, l’ennesima prova di una credibile sintesi metatemporale nel jazz.

Gianni Lenoci –Wild geese Il testamento di un Maestro, un omaggio a Ornette, un disco libero che piacerà anche a chi detesta il free.

Fausto Ferraiuolo- Il dono Il puro piacere dell’incontro e del donarsi all’altro, in questo caso Aldo Vigorito e Jeff Ballard, per una serie di interpretazioni che riflettono in musica tale sentimento.

L’infiltrato

 Emma Swift – Blonde on the tracks

Ha pochissimo a che fare col jazz, ma rientra fra gli ascolti più frequenti degli ultimi tempi, per cui mi è sembrato giusto segnalare nel resoconto del 2020 questo disco di cover di Dylan cantate da una voce femminile che sa trasmettere emozioni, in un contesto sonoro che è tutto un omaggio all’opera ed alle epoche di Mr. Zimmermann.

Concerti e spettacoli

Solo una segnalazione per lo spettacolo andato in scena in streaming a novembre dall’Auditorium Parco della Musica con Enzo Favata e Mario Tozzi. Musica e scienza insieme per un’ora densa di interesse.

1 Comment

  1. Bella selezione. A proposito del trio di Jim Black, prestare molta attenzione al pianista Stemeseder, credo che ne risentiremo parlare: dal vivo mi ha fatto una grande impressione. Ascolto concentrato anche per Christian ‘Atjunde’ Scott, non solo un ulteriore fuoriclasse della tromba, ma anche leader di molte idee: da noi è poco noto, ma è anche un po’ colpa sua, si gestisce male dal punto di vista discografico. Bandcamp e Spotify aiutano a sentire delle sue cose molto valide. Milton56

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